Iran: moratoria contro la pena di morte per i minorenni

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Lo stato islamico ha approvato una direttiva che pone una moratoria sulle sentenze capitali comminate a imputati minori di 18 anni. Soddisfatte le associazioni gay e gli attivisti...

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L’Iran ha imposto una moratoria sulle sentenze capitali inflitte a persone di età inferiore ai 18 anni. La decisione, che ha effetto immediato, è stata accolta con molto entusiasmo dai gruppi gay e dalle associazioni che si occupano di diritti umani.

Nel dicembre del 2007 l’ONU ha approvato una risoluzione che imponeva la moratoria sulla pena di morte in tutto il mondo e nei confronti di chiunque. 

La stragrande maggioranza di esecuzioni ai danni di minorenni aveva luogo in Iran dove i giudici possono decidere di condannare a morte nei casi in cui l’imputato ha raggiunto la maggiore età che per le leggi iraniane equivale a nove anni per le ragazze e a 15 per i ragazzi.

Si stima che l’Iran abbia eseguito almeno sei condanne a morte nei confronti di minori di 18 anni nel 2008. Più di 130 altri presunti giovani delinquenti sono attualmente condannati alla pena capitale.

Nel 2005 l’Iran ha suscitato l’indignazione della comunità internazinale per avere eseguito pubblicamente le conndanne a morte di due adolescenti

Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni sono stati impiccati perché, stando al regime, erano degli stupratori, sebbene le associazioni gay avevano invano sostenuto che la condanna era stata comminata secondo la Sharia per il reato di sodomia.

All’inizio era stata diffusa la notizia che i due ragazzi avevano 18 e 19 anni, di fatto entrambi erano diciassettenni.

Gli attivisti per i diritti umani in Iran stimano che, dalla rivoluzione islamica del 1979, sono stati giustiziati 4000 gay.

"La moratoria sulle esecuzioni capitali ai danni dei giovani è un importante passo per lo sviluppo dei diritti umani delle minoranze sessuali, specialmente i gay" ha dichiarato il direttore esecutivo della Commissione Internazionale per i Diritti Umani di Gay e Lesbiche, Paula Ettelbrick.

L’OMCT, una sigla internazionale che riunisce molte ONG che si occupano di battaglie contro la tortura, le sparizioni e altre violazioni dei diritti umani, hanno accolto ocn favore la notizia. L’OMTC rimane preoccupato per il fatto che la direttiva non ha nessun effetto vincolante dal punto di vista legale e i giudici possono ignorare la moratoria finché il divieto di applicare la pena di morte a condannati giovani non verrà inserito nella legge vigente con un provvedimento del parlamento" fanno sapere dall’organizzazione. 

Per questa ragione l’OMCT ha chiesto alle autorità iraniane di fermare le sentenze in attesa di esecuzione, trasformare le pene capitali in altre condanne e cominciare il percorso legislativo per l’adozione, dal parte del parlamento, di una norma che vieti in maniera assoluta e categorica la possibilità di comminare pene capitali a persone che avevano meno di 18 anni quando il reato è stato commesso.

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