Iraq: “L’omosessualità è un cancro, noi lo estirpiamo”

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Un giovane iracheno racconta in un'intervista di come sia orgoglioso di essere, insieme ai suoi amici, il responsabile della morte di motli gay per le strade di Baghdad.

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Circola in questi giorni sul web la testimonianza di un ragazzo e del suo gruppo di amici la cui missione è quella di libeare il proprio popolo dal’omosessualità. Come? Uccidendo gay e lesbiche. Abu, il nome è di fantasia, si sente come un medico che taglia le parti malate da un corpo per permettergli di sopravvivere a mali gravissimi come il cancro.

A differenza di un medico che salva vite umane, però, lui e i suoi amici le vite le distruggono e sono orgogliosi di essere i responsabilid ella morte degli omosessuali di Baghdad. In un’intervista Abu ha dichiarato: "vediamo l’omosessualità come una grave malattia che si diffonde rapidamente tra i giovani della comunità, dopo che è stata portata da fuori, dai soldati americani. Queste non sono abitudini irachene o della nostra comunità e dobbiamo eliminarle".

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