Israele: coppia gay rischia deportazione

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Una coppia gay, l'uno palestinese, l'altro israeliano, corre il pericolo di essere arrestata e deportata.

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GERUSALEMME – L’associazione Jerusalem Open House lancia un appello per ottenere urgentemente aiuto dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il un caso di una coppia gay di Gerusalemme (le iniziali dei rispettivi sono FM e EYN) che corre il pericolo di essere divisa a causa della crescente crisi nella regione. I due, un israeliano e un palestinese, convivono a Gerusalemme dal 1999. Legalmente, la coppia risulta una coppia di fatto convivente, ma per le leggi israeliane, le coppie gay non possono né sposarsi, né ottenere nessuna registrazione ufficiale in nessun modo. FM e EYN desiderano ottenere i giusti e fondamentali diritti umani per la loro dignità e sicurezza.

Hanno numerose volte presentato appello al governo israeliano per ottenere il permesso di residenza per FM e rendere possibile così la convivenza. Sebbene il Security Service israeliano ha ufficialmente dichiarato che non c’è nessun rischio a garantire la residenza a FM, lo stato ancora si rifiuta , sulla base di un vecchio decreto inerente alla trasgressione – un legge voluta dallo stato applicabile solo per certi casi, non valida se la coppia fosse stata ebrea, o se fosse stata eterosessuale. La coppia rischia l’arresto imminente, in quanto FM non ha un’autorizzazione legale a restare con il suo partner a Gerusalemme, e rischiando di perdere l’appartamento in cui hanno vissuto insieme negli ultimi 26 mesi; mentre il ragazzo israeliano sta per essere arrestato con l’accusa di nascondere illegalmente uno straniero. La coppia, disperata, sapendo che tutte le strade ufficiale sono ormai impraticabili, sono ricorsi ad appellarsi direttamente al Primo Ministro, con la speranza di ottenere un gesto umanitario. In questo appello hanno scritto: " Permetteteci di vivere a Gerusalemme: è molto semplice. Dovrebbe essere ovvio che due persone che si amano dovrebbe stare insieme. Noi speriamo che Mr. Ariel Sharon ci concederà il riconoscimento del giusto diritto d’amare: forse potrà essere non solo una speranza per noi, ma per tutti i palestinesi e gli israeliani, vittime come noi di questo tempo di guerra e di violenza". L’Associazione Jerusalem Open House chiede la cooperazione della comunità internazionale per questo caso umanitario disperato. Lettere di supporto possono essere inviate urgentemente via fax o via mail a: Mr Ariel Sharon, Primo Ministro Israeliano – 3 Kaplan St. Jerusalem 91919 – Tel. +972-2-6705555 Fax +972-2-6705475 E_mail: rohm@pmo.gov.il oppure pniot@pmo.gov.il

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