Israele nega asilo ad un palestinese gay: “Rischio la vita”

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Il suo compagno è israeliano, ma per il governo di Tel Aviv questo non ha importanza e gli nega l'asilo. Adesso rischia l'espulsione: "A nablus tutti sanno, rischio...

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Un gay palestinese si è rivolto alla Corte Suprema israeliana per ottenere asilo nello Stato ebraico, sostenendo che in caso di espulsione nei Territori la sua vita sarebbe in pericolo. L’uomo, che da una decennio ha un compagno israeliano, si è già visto bocciare la richiesta di residenza dal ministro dell’Interno, Eli Yishal, nonostante l’istanza fosse accompagnata dall’indicazione di speciale circostanze umanitarie. Adesso rischia l’espulsione nei Territori Palestinesi dove potrebbe essere vittima di rappresaglie per quelle che vengono considerate come "devianze morali".

L’uomo è un musulmano originario di Nablus: cresciuto in Israele fino all’età di 6 anni, da una decina d’anni convive con un compagno israeliano a Tel Aviv. Nella richiesta alla Corte Suprema, il palestinese sostiene che la sua situazione di gay dichiarato è molto ben conosciuta in Cisgiordania perché è stata anche raccontata dai giornali locali, racconta di essere stato arrestato e picchiato dalla polizia palestinese, proprio per il suo orientamento sessuale e illustra il dramma dei suoi rapporti familiari interrotti. Secondo il suo racconto, infatti, il padre l’ha diseredato e gli è stato consigliato di non rimettere piede a Nablus. L’uomo ha accusato il governo israeliano di discriminare le coppie dello stesso sesso.

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