ITALIANI DIVISI SUI MATRIMONI GAY

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Un sondaggio Eures rivela che il 36,1% dice sì al matrimonio omosessuale, no il 42,7%. Lo Giudice: «opinione pubblica più avanti dei politici». Grillini: «risultato sorprendente».

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BOLOGNA – L’istituto di ricerca Eures ha diffuso oggi i risultati di un sondaggio sull’orientamento dell’opinione pubblica italiana su una serie di questione politiche e socioculturali. In particolare risulta che il 42,7% degli italiani sia contrario al matrimonio gay contro un 36,1% di favorevoli e un 17,7% di indecisi. A commentare questi risultati, è intervenuta Arcigay che ricorda come «un sondaggio Eurispes di qualche tempo fa dà un 51,6% degli italiani favorevoli al matrimonio civile tra gay». Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, commenta poi alcuni dati interessanti presenti nel sondaggio Eures: «nel Nord Italia i favorevoli superano i contrari anche sul matrimonio; lo stesso accade accorpando la fascia fra i 15 e i 54 anni; anche fra le donne il numero delle favorevoli supera quello delle contrarie. Non ci pare che l’opinione pubblica italiana abbia atteggiamenti conservatori e illiberali in tema di unioni omosessuali ma che, al contrario, sia in corso una vera rivoluzione culturale su questi temi. E’ piuttosto la classe politica – aggiunge Lo Giudice – a non essere rappresentativa delle posizioni della maggioranza degli italiani».
Il presidente nazionale Arcigay ricorda che «in Italia la nostra associazione non chiede il matrimonio per le persone omosessuali. Noi chiediamo l’approvazione di una legge sul Pacs, Patto civile di solidarietà, sul modello della legge francese. Su questo la maggioranza degli italiani, come risultato da più sondaggi, è d’accordo».
In Italia esiste una proposta di legge per il Pacs, sottoscritta da 161 parlamentari e presentata da Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario Arcigay. Ed è proprio Grillini che saluta con entusiasmo il dato dell’Eures, che trova “sorprendente” che al Nord i favorevoli diventano maggioranza, come pure tra i giovani e le donne. «Come si vede – afferma Grillini – è solo questione di tempo: quando la prossima generazione sarà maggioranza, anche il consenso al matrimonio tra omosessuali sarà maggioranza. La positività del dato risulta dal fatto che la domanda era sul matrimonio e non sulle coppie di fatto, dove da tempo si registra una larga maggioranza dei consensi al loro riconoscimento giuridico. D’altra parte ormai l’opinione pubblica sa bene cosa significa allargare l’area dei diritti ed includervi anche chi, come gli omosessuali, ne era finora rimasto escluso a causa dei pregiudizi, dell’omofobia e del ‘maschilismo criminale’, come ha detto per esempio il premier spagnolo Zapatero annunciando l’intenzione di far approvare entro l’anno dal Parlamento spagnolo la legge sull’estensione del matrimonio anche alle coppie gay. Che il maschilismo e i pregiudizi siano al centro del rifiuto di una parte degli italiani verso le coppie gay lo dimostra la ricerca quando ci dice che sono proprio i maschi, per lo più anziani, ad opporsi all’estensione dei diritti».
«Tuttavia la ricerca dell’Eures – prosegue Grillini – dimostra che anche l’opinione pubblica italiana si sta aprendo alle tematiche dei diritti civili e che sia pure lentamente anche in Italia si va affermando un’idea pluralista delle famiglie e dei relativi istituti giuridici. Voler riconoscere l’esistenza anche delle coppie omosessuali non significa affatto mettere in discussione i diritti di altre famiglie come quelle tradizionali, ma al contrario, allargare i diritti e le libertà. Dove è stato fatto, come nella maggior parte dei paesi europei, si è registrato in modo inconfutabile una maggior coesione sociale, un alto livello di civismo e di qualità della vita».
Il segretario della Federazione dei giovani socialisti, Gianluca Quadrana considera “incoraggiante” il dato che amerge dal sondaggio Eures. «Bisogna sottolineare – afferma Quadrana – come la domanda sia stata mal posta, dal momento che se si chiedesse allo stesso campione se è favorevole al riconoscimento dei diritti matrimoniali per le coppie di fatto, la percentuale salirebbe ben al di sopra del 50%. E’ per questi diritti – aggiunge Quadrana – che la FGS ha promosso una campagna dal titolo – E! tero, gay coppie di fatto – che consiste nell’inviare cartoline illustrate, pubblicate dalla FGS, a tutti i sindaci italiani perché istituiscano presso i loro comuni il “registro amministrativo delle unioni civili».

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