Kosovo, il 10 ottobre in marcia per il primo Pride ufficiale

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Dopo la manifestazione in gran segreto dello scorso anno, il Paese balcanico non si nasconde più.

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Si fa la storia in Kosovo, con il primo Pride ‘ufficiale’ in programma per il 10 ottobre.

Sarà la capitale Pristina ad ospitare il primo Pride ‘ufficiale’ della storia del Kosovo, come riportano i media locali. A prendere l’iniziativa alcune organizzazioni che tutelano i diritti della comunità LGBT e alcune ONG. La marcia prenderà il là da piazza Skanderbeg, in centro città, e si concluderà con un concerto.

Parliamo di Pride ufficiale perché già lo scorso poche centinaia di persone avevano sfilato per le strade di Pristina in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia. A posteriori in molti – compresi i media – avevano parlato di primo Pride kosovaro (peraltro svoltosi senza incidenti e scortato dalla polizia), ma l’iniziativa era nata in gran segreto: nessun annuncio era infatti stato diffuso in merito alla manifestazione, appositamente preparata nell’ombra proprio per evitare che si organizzassero contro-cortei potenzialmente violenti. Lo scorso anno aveva partecipato anche il Presidente della Repubblica, Hashim Thaci, accompagnato dagli ambasciatori degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.

Il Pride in programma tra pochi giorni, invece, è stato pubblicizzato e non sarà una sorpresa.

Il Kosovo gode di una moderna protezione legislativa in materia di diritti della comunità LGBT. Nella fase di stesura della Costituzione, anche grazie al supporto americano, il Kosovo si è rivelato infatti uno dei pochi Paesi al mondo in cui è bandita a livello costituzionale la discriminazione dovuta all’orientamento sessuale, come sancisce l’articolo 24.

La stessa definizione di matrimonio, inoltre, non fa riferimento alla sessualità dei due contraenti: buone premesse, anche se la realtà dei fatti è spesso diversa e la comunità LGBT kosovara deve fare i conti con una società tendenzialmente tradizionalista e ancorata ai valori religiosi. Un recente report del National Democratic Institute indicava infatti il Kosovo come fanalino di coda per l’accettazione dell’omosessualità tra tutti gli altri Paesi balcanici.

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