L’azienda finanzia il candidato omofobo, la comunità insorge

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Il presidente della New Balance Athletic Shoes ha versato 500.000 dollari per l'elezione di Mitt Romney candidato alla Casa Bianca espressamente anti-gay. Il Ceo: "Solo una donazione privata".

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Negli Usa è una cosa frequente: quando un’azienda, soprattutto se di un certo livello, finanzia le campagne elettorali di candidati omofobi, la comunità lgbt si scatena, denuncia, chiede spiegazioni e marce indietro.

E’ successo negli ultimi giorni con una nota azienda che produce scarpe da ginnastica e abbigliamento sportivo, la New Balance. Si è venuto a sapere, infatti, che il presidente dell’azienda, Jim Davis ha donato 500.000 dollari al comitato politico che supporta Mitt Romney, il candidato alla Casa Bianca che ha firmato un impegno contro le unioni gay sottopostogli dall’omofoba Organizzazione Nazionale per il Matrimonio.La reazione della comunità lgbt è stata talmente ferma e indignata che addirittura il Ceo dell’azienda si è sentito in dovere di rispondere con una lettera aperta, anche se il contenuto non ha soddisfatto chi ha portato alla luce la cosa.

Ecco cosa ha risposto Rob DeMartini, Ceo di New Balance Athletic Shoes:

"Cari associati, clienti e consumatori,

all’inizio di quest’anno il nostro Presidente ha fatto una donazionep rivata ad un comitato politico che è affiliato a Mitt Romney. Per prima cosa, permettetmi chiarire che si è trattato di una donazione privata e non di un contributo di New Balance. Incoraggiamo l’impegno civico a tutti i livelli e rispetteremo sempre il diritto di chiunque di impegnarsi in politica come credono. Di solito non commentiamo le donazioni private, ma questa situazione è diversa.

Mr. Romney ha recentemente siglato un impegno che minaccia il matrimonio tra persone dello stesso sesso e questo ha offeso molte persone inclusa, naturalmente, la comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender.

La posizione di Mr. Romney su questo argomento non rispecchia quella di Jim Davis, la mia o quella di New Balance e supportiamo la comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender. Come azienda, New Balance sposa tutte le differenze tra le persone e lavoriamo senza sosta per creare e sostenere un ambiente in cui chiunque – i nostri associati, i consumatori, i clienti e tutti gli altri – vengano trattati con dignità e rispetto".

A molti, questa risposta non è sembrata sufficiente: basta sostenere che si tratta di una donazione privata e che la posizione sulle nozze gay non è condivisa né dall’azienda né dai suoi dirigenti? O forse, si chiedono alcuni, New Balance e il suo presidente dovrebbero fare adesso una donazione ad un’organizzazione che si occupa di diritti delle persone lgbt per bilanciare il torto fatto sostenendo quel candidato?

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