L’EMILIA ROMAGNA RICONOSCE I GAY

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L’orientamento sessuale nel preambolo dello Statuto regionale. Arcigay: «Un atto di laicità che colloca l’Emilia Romagna nel cuore dell’Europa che cambia».

BOLOGNA – Il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice ha accolto con grande favore l’approvazione del preambolo al nuovo Statuto della Regione Emilia-Romagna da parte del Consiglio Regionale.
Nel preambolo, infatti, si legge che la Regione Emilia-Romagna afferma «il riconoscimento della pari dignità sociale della persona, senza alcuna discriminazione per ragioni di genere, di condizioni economiche, sociali e personali, di etnia, di cultura, di religione, di opinioni politiche, di orientamento sessuale».
«Lo Statuto – commenta Lo Giudice – indica in modo esplicito, come richiesto dalla nostra associazione, l’orientamento sessuale fra le condizioni di dignità sociale della persona da riconoscere e tutelare da discriminazioni. E’ un risultato importante, già raggiunto nello Statuto dell’Umbria, lo scorso aprile, e in quello della Toscana, a maggio, che riprende la formulazione analoga contenuta nell’art.21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, la cosiddetta Carta di Nizza, che oggi è parte integrante della Costituzione Europea».
«L’inserimento negli Statuti regionali di un principio antidiscriminatorio ampio e dettagliato aggiorna e dà realizzazione a quanto già contenuto nell’art. 3 della Costituzione Italiana. Siamo grati – prosegue Lo Giudice – a quelle forze politiche (Ds, Verdi, Prc, Pri, Sdi, Pdci, Indi.Sin.) che hanno accolto il nostro invito alla definizione di uno statuto laico ed europeo, ed al capogruppo della Margherita, Graziano Pini, che ha condiviso quella formula ed ha impedito che le posizioni retrive e discriminatorie di alcuni esponenti del suo gruppo come Mauro Bosi e Luigi Gilli diventassero la posizione del gruppo consiliare».

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