L’Europa agli stati: “Libera circolazione delle coppie gay”

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Con l'ultimo Rapporto di Cittadinanza e un emendamento, il Parlamento Europeo chiede agli stati membri di garantire la libera circolazione dei coniugi non europei dei cittadini UE, anche...

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Il Parlamento Europeo ha approvato ieri l’annuale relazione dell’eurodeputata rumena del Gruppo Liberale Adina Valean sulla cittadinanza europea che pone la questione del riconoscimento delle coppie gay in termini di libertà di movimento entro i confini dell’Unione Europea. Il Parlamento ha anche approvando un emendamento depositato da più di 100 deputati che ribadisce la posizione dell’UE contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, nello specifico per quanto riguarda l’esercizio della libera circolazione dell’UE.

 

Come ha da poco ribadito la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia, l’emendamento riafferma che la direttiva UE sulla libera circolazione garantisce il pieno diritto di entrata, di soggiorno e di residenza al coniuge di un cittadino europeo anche nel caso il primo non sia cittadino europeo e sia dello stesso sesso del secondo e che l’unione sia stata legalizzata in uno Stato terzo (che sia matrimonio, unione civile o qualunque altro tipo di unione legalmente riconosciuta). A votare contro l’emendamento è stato il gruppo del Partito Popolare Europeo, ma l’opposizione del PPE non è bastata a fermare l’emendamento.

 

Il testo è stato votato i due parti. La prima è relativa alla frase "in accordo con i principi di reciproco riconoscimento, uguaglianza, non discriminazione, dignità e rispetto della vita privata e familiare" ed è stata approvata con 352 voti a favore, 239 contrari e 14 astenuti, mentre la seconda riguarda il resto del paragrafo ed ha ottenuto 351 a favore, 241 contrari e 11 astenuti. Soddisfatta l’associazione Radicale Certi Diritti che "si felicita per l’approvazione dell’emendamento e della relazione, che rappresentano il pieno appoggio da parte del PE della sentenza di Reggio Emilia". "Certi Diritti – si legge in una nota – ribadisce la richiesta di fare un passo ulteriore al governo ritirando la circolare Amato che impedisce il riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, costituendo una discriminazione basata sull’orientamento sessuale proibita dalla UE".

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