L’EUROPA CONTRO RATZINGER

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Il Parlamento di Strasburgo, nel rapporto sui diritti fondamentali approvato oggi, ribadisce la necessità di tutelare i gay. E condanna duramente le recenti uscite vaticane.

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STRASBURGO – L’Europarlamento torna alla carica sulla questione dei diritti degli omosessuali. Nel Rapporto Van den Bos, approvato oggi, ha espressamente condannato, all’interno del Rapporto sui diritti umani nel mondo, il recente documento della Congregazione vaticana per la dottrina della fede, presieduta dal cardinale Ratzinger, contro il riconoscimento legale delle coppie omosessuali. Ma non solo: il rapporto Sylla su “La situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea”, anch’esso approvato oggi a Strasburgo, ridadisce la richiesta agli stati membri di “abolire qualsiasi forma di discriminazione, legislativa o ‘de facto’, di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e adozione”. Lo stesso rapporto, in un altro paragrafo torna sul problema delle coppie di fatto, gay e non, e “raccomanda agli stati membri di riconoscere in generale i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso”. Mentre il Rapporto sui diritti umani nel mondo (Rapporto Van den Bos), al paragrafo 124 bis, “disapprova vivamente il recente rifiuto espresso dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede nei confronti dei progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”.
Il rapporto è stato approvato nella sua versione più vicina alle istanze gay, sconfiggendo così una serie di emendamenti che erano stati presentati da un manipolo di parlamentari, soprattutto italiani, tra cui molti di Forza Italia, che miravano ad eliminare dal Rapporto ogni riferimento ai diritti di gay e lesbiche, e che avevano suscitato le polemiche dei radicali.
“Forza Italia ha mostrato oggi a Strasburgo la sua faccia più anti-liberale e anti-occidentale – commenta il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice – E’ grottesco che mentre si sforza di presentarsi come partito che tutela la libertà delle persone, alla prova dei fatti si comporti come un partito reazionario e liberticida che si oppone alle conquiste di libertà ormai patrimonio di tutto l’occidente libero e democratico”.
Tra i firmatari degli emendamenti soppressivi respinti dal Parlamento Europeo 16 erano gli eurodeputati di Forza Italia, 3 quelli della Lega Nord, 1 dell’Udc, 3 del PPI, 2 della Margherita, 8 di Alleanza Nazionale e 5 di altri gruppi.
“I deputati Radicali hanno espresso soddisfazione per i voti del PE, che non si e’ piegato ai dettami anti-gay del Vaticano e dei suoi referenti all’europarlamento”, hanno scritto Maurizio Turco e Marco Cappato della Lista Bonino a Strasburgo al termine del voto sul rapporto sui diritti umani nell’UE.
“Con i voti di oggi sul rapporto Sylla il Parlamento europeo – si rileva in un comunicato – ha ribadito la richiesta fatta agli Stati membri gia’ negli anni passati di abolire ogni discriminazione contro i gay, di riconoscere la convivenza, le unioni civili il matrimonio per le persone dello stesso sesso, nonche’ l’adozione “. Gli europarlamentari radicali segnalano con soddifazione che “non sono passati gli emendamenti firmati da una serie di eurodeputati volti a eliminare dal rapporto Sylla ogni riferimento ai gay, e neppure gli emendamenti depositati da gruppo ‘liberale’ che cancellavano i riferimenti a matrimonio ed adozione. Il PE ha inoltre approvato nel quadro del rapporto sui diritti dell’uomo nel mondo (rapporto Van den Bos) un emendamento critico nei confronti del Vaticano ed al suo recente documento contrario ai matrimoni gay“.

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Testi approvati dal PE:

rapporto Sylla – diritti umani nell’UE
Discriminazione fondata sull’orientamento sessuale
81. ribadisce la propria richiesta agli Stati membri di abolire qualsiasi forma di discriminazione – legislativa o de facto – di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e all’adozione;
82. si compiace dei diversi progressi registrati nel 2002 in Austria (abolizione dell’articolo 209 del codice penale), in Finlandia (riconoscimento dei diritti dei transessuali) e in Belgio (matrimonio tra omosessuali);
83. invita ciò nondimeno l’Austria a chiudere tutte le procedure in corso inerenti all’articolo 209 del codice di diritto penale (vecchio) e adottare misure di riabilitazione per coloro che sono stati condannati ai sensi di dette disposizioni legislative; sollecita altresì un’applicazione in maniera non discriminatoria del nuovo articolo 207b del codice di diritto penale;
84. invita il Portogallo, l’Irlanda e la Grecia a modificare senza indugi le proprie legislazioni che contemplano una differenza di età in materia di consenso al rapporto sessuale in funzione dell’orientamento sessuale, dato il carattere discriminatorio di tali disposizioni;
85. raccomanda agli Stati membri di riconoscere, in generale, i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso, conferendo gli stessi diritti riconosciuti ai rapporti coniugali, oltretutto adottando le disposizioni necessarie per consentire alle coppie di esercitare il diritto alla libera circolazione nell’Unione;
86. esprime inquietudine per l’indebolimento della direttiva quadro sull’occupazione (2001) e sollecita la Commissione ad elaborare un’analisi relativa all’attuazione e alla trasposizione della direttiva, evidenziando qualsiasi anomalia negli Stati membri;

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Rapporto Van den Bos – diritti umani nel mondo
Paragrafo 124 bis
disapprova vivamente il recente rifiuto espresso dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede nei confronti dei progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.

di Sirio Belli

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