L’immigrato gay: se torno mi uccidono

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"Se mi dichiarassi gay in Senegal, rischierei da uno a cinque anni di detenzione. In più mia madre potrebbe essere ripudiata perchè ha cresciuto un figlio sbagliato".

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ROMA – “Se mi dichiarassi gay in Senegal, rischierei da uno a cinque anni di detenzione. In più mia madre potrebbe essere ripudiata perchè ha cresciuto un figlio sbagliato”. Lo afferma il giovane senegalese Mohammed, che ha evitato l’espulsione solo perchè gay e in Senegal l’essere omossessuale viene punito con il carcere o la morte.
“E’ una cosa strana però non è una mia scelta- continua Mohammed- uno viene al mondo con i suoi desideri. Potevo nascere con la passione per le donne, non è andata così. Prego, rispetto l’Islam. Ma credo che la vita e la religione siano due momenti diversi, separati”. “Se i senegalesi che risiedono qui sanno che sto con gli uomini- conclude Mohammed- mi denunciano in Senegal e la mia famiglia potrebbe rinunciare a me. Mi ricordo come erano trattati gli omossessuali a Dakar, bastava che uno fosse giudicato un’pò effeminato dai vestiti e gli altri lo picchiavano a morte”.

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