L’inarrestabile marcia dei diritti gay in Usa

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Washington riconoscerà le nozze gay celebrate negli altri stati e il Maine sta per diventare il quinto stato a consentire le unioni omosessuali. Obama? Potrebbe volere una lesbica...

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Il Consiglio del Distretto della Columbia, lo stato degli Usa in cui si trova Washington, ha approvato, con 12 voti a favore e uno contrario, una legge che riconosce le nozze gay celebrate negli stati che le consentono. Adesso il provvedimento passerà al vaglio del sindaco Adrian Fenty che con molta probabilità lo approverà. Per tutti è il primo passo verso l’approvazione di una norma che consenta i matrimoni tra persone dello stesso sesso anche a Washington.

Un successo non indifferente per la comunità lgbt statunitense, specialmente se si considera il fatto che nel District of Columbia vige la cosiddetta "Home Rule", ovvero una legge che fa in modo che i provvedimenti approvati dal parlamento locale debbano essere sottoposti ad un esame di 30 giorni da parte del Congresso degli Stati Uniti cui spetta l’ultima parola. Intendiamoci, per il momento non ci si potrà sposare a Washington, ma è evidente che, se il Congresso dovesse dare il benestare alla legge, si aprirebbe la strada al riconoscimento delle coppie gay a livello federale e non più relegato alla buona volontà dei singoli stati.

Un altro colpo è andato a segno nello stato del Maine dove la Camera dei Rappresentanti, a maggioranza democratica ha approvato con 89 voti a favore e 57 contrari, un disegno dilegge che punta a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il testo, passa adesso al voto del Senato che lo aveva già approvato in prima istanza.  Se il Senato dovesse approvarlo anche questa volta, passerà alla firma del governatore per la firma definitiva. Nonostante le sue precedenti posizioni contrarie, il governatore John Baldacci ha di recente dichiarato di avere, adesso, una mente più aperta riguardo a questa tematica.

E se tutto questo non fosse sufficiente, è di ieri la notizia che, in vista della imminente nomina di un nuovo giudice della Corte Suprema, i gruppi per i diritti dei gay hanno aumentato le pressioni per la scelta di uno di loro al posto vacante del dimissionario David Souter. La richiesta arriva dopo la delusione data dal fatto che Obama non ha scelto un rappresentate della comunità lgbt per ricoprire un posto di rilievo nella sua amministrazione. Adesso, gruppi come il Gay and Lesbian Victory Fund, hanno ora lanciato la candidatura di Kathleen Sullivan, una costituzionalista che è stata preside della Stanford Law School. Un’altra giurista lesbica di Stanford considerata tra i papabili è Pam Karlan. La Karlan, interpellata dalla rivista Politics, si è detta "lusingata che il suo nome sia tra quelli di cui si parla".

Secondo i soliti bene informati, Obama avrebbe intenzione di mnominare il successore di Souter prima possibile, probabilmente entro la settimana. Ancora una volta, è evidente che la presenza di un appartenente alla realtà lgbt all’interno della Corte Suprema viene vista come una garanzia in campo di rispetto dei diritti ed uguaglianza di trattamento tra tutti i cittadini a prescindere dal loro orientamento sessuale, anche in tema di nozze.

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