L’Iran arresta medici anti-Aids

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Iran, due fratelli medici condannati a tre e sei anni per viaggi negli Usa con l'accusa di «Cooperazione con un paese nemico». Ma partecipavano solo a convegni anti-Aids.

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La partecipazione a dei convegni per la lotta all’Aids sul territorio degli Stati Uniti è costata cara a due fratelli medici iraniani. Lo scorso giugno Arash e Kamiar Alaei sono stati arrestati con l’accusa di «cooperazione con un Paese ostile». Oggi le condanne: rispettivamente a sei e tre anni di reclusione.

«La libertà di ricerca è fondamentale e in quanto tale va preservata da ogni tipo di condanna cieca e fondamentalista» ha detto al Corriere il prof. Luigi Dolci, responsabile Settore diagnostico Epatiti ed Hiv dell’OCM di Verona. «La salute non è dello Stato, ma dell’uomo che ha diritto di conservarla al di fuori dei pregiudizi sociali politici e religiosi». Per questo il prof. Dolci ha proposto una raccolta firme dei medici di tutta Europa. «Credo che sia giusto chiedere chiarezza al governo di Teharan, in modo che su questo calo non cali il sipario».

I due fratelli, Arash e Kamiar Alai, hanno fondato un’organizzazione per combattere la diffusione del virus dell’Hiv in Iran, anche grazie allo scambio di informazioni scientifiche con l’estero.

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