L’OMOFOBIA DILAGA?

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A Lucca, sabato, ci sarà una grande manfiestazione gay contro gli attacchi a una libreria che aveva ospitato iniziative gay. Ma sembra che non sia il solo caso...

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Dopo i criminosi fatti di Lucca dove bande organizzate dell’estrema destra hanno distrutto le vetrate di una libreria, ultimo episodio in ordine cronologico, di atti di teppismo e di violenza rivolte alla comunità omosessuale, ci si chiede, e non eufemisticamente, il senso di questa violenza verso le minoranze sessuali. Allineandosi ad altri fatti delittuosi rivolti alla famiglia, in seno ai nuclei familiari, crimini che toccano e violano la nostra essenza innocenziale, i bambini, si sta facendo strada in questa nostra società di insoddisfatti e di smarriti il desiderio di castigare, facendosi giustizieri, il nucleo sociale che maggiormente rappresenta, in un mondo guerreggiante e sanguinario, desideri e volontà libertarie: gli omosessuali!
E, stranamente ma non tanto, i “giustizieri” armano la propria mano e l’altrui mentre le minoranze sessuali sostenute da minoranze politiche, chiedono con maggior coraggio e con più decisione diritti inalienalibi che dovrebbero essere da tempo patrimonio di ogni nazione che vanta cultura, tolleranza civica, modernismo e idee liberali. Come avviene per altri episodi più squisitamente politici, quando la coscienza degli individui si erge e sente una comune forza data da un consenso sempre più vasto di uomini e donne che hanno a cuore civiltà e diritti; forze politiche tradizionalmente restie a discorsi libertari si ergono a paladini e a difesa di tradizioni e istituti sociali, come la famiglia, che da tempo hanno smarrito quel senso univoco posseduto in altri tempi. Si arma la mano assassina anche con l’indifferenza o con la negazione! Si inviano messaggi di intolleranza, quando gli organismi preposti al culto cristiano del perdono e dell’accoglienza, scagliano anatemi contro altri credenti omosessuali e incitano, attraverso la persuasione del dovere cattolico, gli stessi politici a non legiferare su temi che riguardano l’omosessualità: emarginazione nell’emarginazione!
Ed ecco farsi largo in questa landa abbandonata l’idea del castigo, dei lupi che azzannano, distruggono, insanguinano. “Se lo Stato li abbandona, se la Chiesa li condanna, la nostra mano è più libera a colpirli”. E’ forse questo, l’ipotetico ma non troppo dialogo che balordi ed estremisti possono fare. E poi, quanti uccisori di gay hanno pagato i loro delitti? A Napoli, Enrico Taglialatela, transessuale di 39 anni è stato pestato a sangue, cosparso di benzina e immolato col fuoco nell’inferno della periferia napoletana. Gli omicidi di gay nella capitale oramai non si contano più, come si è persa memoria dei tanti mobbing sul lavoro, di minacce e pestaggi di militanti omosessuali, di giovinetti che vivono la loro omosessualità nella paura e nella disperazione in famiglia, tra gli amici, nella società.
Sembra così lontano quel 2 novembre quando Pasolini, vicino ad una spiaggia del lido di Ostia venne scambiato per un ammasso di immondizia, tale era stata la violenza omicida da renderne il corpo irriconoscibile. Sono cambiati, da allora, governi e anche una certa coscienza sociale; sono nate organizzazioni GLBT e i Gay Pride divenuti patrimonio collettivo. Eppure quella violenza che ha toccato Pasolini è stato destino per altri, troppi omosessuali. Senza la cultura del consenso politico, dell’acquisizione dei diritti che significa più integrazione sociale, culturale e civile, altre minoranze politiche violente continueranno ad avere in mano l’arma della sopraffazione verso le minoranze sessuali. E quando non si riesce a violare la persona si distruggono gli emblemi, i posti, le cose messe al servizio della comunità omosessuale.
E’ importante che le amministrazioni locali si facciano istanza verso i propri cittadini e verso il governo centrale per la tutela di uomini e donne omosessuali, dei transessuali, dei bisex attraverso strumenti capaci di incidere nel costume e nel tessuto sociale. Quasi ne hanno il dovere, essendo essi stessi responsabili della integrità e dignità di ogni loro concittadino. Per questo le vetrate infrante della libreria di Lucca e i tetri simboli lasciati a firma delittuosa, infrangono le libertà di tutta la città, dei suoi amministratori e dei suoi cittadini. Non è certamente questo il modello da seguire, la “virile” ideologia politica che persegue e condanna senza appello gli omosessuali e le loro organizzazioni. E’ per tutti un dovere salvaguardare le nostre libertà. Il diritto alla dignità ce lo siamo conquistato giorno per giorno nel dialogo, mai nella violenza!

A Lucca, per protestare contro il vandalismo omofobo, si svolgerà una manifestazione sabato 6 settembre, concentramento ore 18 in piazza San Michele.

di Mario Cirrito

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