L’ORGOGLIO PIU’ GRANDE

di

Il primo Gay Pride della Croazia è stato funestato da offese e violenze. Ma c'è stato, ed è un momento importante. "Una data storica", con l'appoggio istituzionale e...

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
691 0
691 0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


ZAGABRIA – "Pervertiti immorali", "Siete gli untori dell’Aids", "Porci immondi"… Accompagnate da questi insulti hanno sfilato sabato scorso a Zagabria duecento o trecento manifestanti (le fonti discordano) che si raccoglievano, per la prima volta nella storia della Croazia, a celebrare il Gay Pride. Non molti, dunque, i partecipanti, se paragonati ai pride affollati dell’Europa più progredita in fatto di diritti; molti se si pensa al primo Pride nella storia della Croazia. Purtroppo erano tanti di più gli "spettatori" che si sono raccolti ai lati del corteo per dimostrare tutto il loro disprezzo per una categoria, quella degli omosessuali, che come è facile intuire non ha affatto vita facile a Zagabria. Ma i gay croati non si sono persi d’animo. Certamente, il primo gay pride della Croazia non è andato bene, anzi. Però c’è stato, ed è importantissimo: simbolicamente forse più di tutti gli altri, più di quelli affollatissimi di New York e Parigi, più di quelli così tanto politicizzati di Roma e di Berlino, più del nostro bel pride padovano. Perché i gay croati e i loro sostenitori hanno davanti una lunga e dura strada, fatta di coraggio, un coraggio dimostrato ampiamente con la prima, sparuta sfilata per le vie di Zagabria. Ed è stato importante anche l’appoggio istituzionale, come vedremo.

Alla marcia hanno partecipato un centinaio di omosessuali e un altro centinaio di sostenitori, tra esponenti dei partiti di centro sinistra e rappresentanti delle organizzazioni per i diritti dell’uomo. L’evento è iniziato con un corteo pacifico lungo le vie centrali di Zagabria. I cittadini di Zagabria hanno accolto i partecipanti sia con gli applausi che con gli insulti, nonostante la presenza imponente della polizia non rendesse possibile avvicinarsi al corteo. I partecipanti, tra cui c’era il ministro degli Interni Sime Lucin del partito Socialdemocratico (Sdp), la presidente del Partito popolare Vesna Pusic e il deputato italiano e presidente della Commissione parlamentare per i diritti umani Furio Radin, hanno definito quella di ieri "una giornata storica", invitando i cittadini a rispettare le diversità nella società croata.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...