La caduta di Roma, una punizione divina contro i gay

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A sostenere questa incredibile teoria è, addirittura, il vicepresidente del Cnr, Roberto De Mattei che dia microfoni di Radio Maria cita uno scrittore del V secolo per avvalorare...

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Sta diventando un caso nazionale e fose è giusto che lo diventi, vista la gravità delle affermazioni proferite specialmente negli ultimi tempi da Roberto De Mattei, storico e vice presidente del CNR. Frasi talmente "rumorose" che perfino il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche, Luciano Maiani, ha sentito di dover prendere le distanze con un comunicato ufficiale nel quale precisa che le dichiarazioni rese da De Mattei non coinvolgono in alcun modo l’Istituto di cui è vicepresidente.

Ma veniamo ai fatti. Cattolico e creazionista anti-darwiniano della prima ora, in un intervento ai microfoni di Radio Maria De Mattei ha preso ad esempio le parole di uno scrittore latino del V secolo secondo il quale la caduta dell’Impero Romano sarebbe opera di Dio che si servì dei Barbari per punire il dilagare dell’omosessualità a Cartagine. 

"Le parole di Salviano di Marsiglia (questo il nome dello scrittore romano, ndr) meritano di essere meditate – commenta De Mattei dopo aver letto un lungo brano degli scritti di Salviano che definiscono gli omosessuali "pervertiti, invertìti, contro natura" etc -. Viviamo in un’epoca in cui i peggiori vizi vengono alimentati dai mass media e addirittura iscritti nelle leggi come diritti umani. Dio trae il bene da ogni male, ma il male deve avere il suo castigo, nel tempo o nell’eternità".

Secondo Salviano nel V secolo e De Mattei nel XXI, quindi, i Barbari che a quanto pare erano al riparo da contaminazioni omosessuali, furono mandati da Dio per liberare l’Impero Romano dai gay, il che potrebbe far sorgere qualche dubbio sull’infallibilità di Dio anche al più fedele dei credenti…

Ma c’è di più. In altre occasioni De Mattei ha espresso tutto il suo disprezzo nei confronti degli omosessuali, a cominciare da quando ha criticato il trattato di Lisbona perché "rende giuridicamente rilenvante la Carta di Nizza del 2000, già giudicata laicista da Giovanni Paolo II" specialmente nel passaggio dell’articolo 21 che condanna le discriminazioni su qualsiasi base, comprese quelle contro le diverse tendenze sessuali. De Mattei critica, poi, la battaglia contro le discriminazioni perché, a suo avviso rischia di trasformarsi "in un’inammissibile divieto di qualsiasi critica morale del comportamento sessuale".

Inoltre, sempre secondo le vetuste e retrograde teorie di De Mattei, che ha parlato del recente terremoto in Giapopne come della "voce terribile ma paterna della bontà di Dio", a preparare l’avvento di quello che chiama "omosessualismo" sarebbe stato il femminismo e le femministe non faticheranno a leggere in questa allusione l’ancestrale odio verso le donne, peccatrici e portatrici di peccato per eccellenza, della peggiore tradizione cattolica. "L’ulteriore passaggio – spiega De Mattei – è l’ermafroditismo, condizione postumana di assoluta plasticità analoga a quella dell’Unione Europea che Giuliano Amato definì un’innaturale realtà che non è né maschio, né femmina". Singolare, infine, per usare un eufemismo, la visione dell’attuale situazione italiana del vice presidente del maggiore ente di ricerche del Paese: "Si tollera e si vuole approvare la pillola abortiva, una barbarie, il testamento biologico e la istituzione di quella cosa campata in aria che è il reato di omofobia. Con queste premesse come non gridare ad una etica ormai alla deriva?".

E adesso, da più parti arrivano critiche e richieste di dimissioni.

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"Roberto De Mattei si deve dimettere dalla carica di vicepresidente del Cnr – dichiara il presidente dell’Italia dei Valori alla Camera, Massimo DOnadi -. Le sue posizioni oscurantiste, integraliste, omofobe e fondamentaliste sono offensive nei confronti dell’Istituto che preside e lo rendono incompatibile con la carica che ricopre. Chiediamo – aggiunge Donadi – di ascoltare le voci della comunità scientifica che è indignata per la presenza di De Mattei alla vicepresidenza del Cnr. Chi ricopre cariche così importanti non può sostenere posizioni discriminatorie ed intolleranti".

Il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, in una nota si chiede "come sia possibile che qualcuno possa affidare i propri figli alle cure didattiche di Roberto De Mattei e anche come una simile personalità possa ancora ricoprire l’incarico di vicepresidente del CNR". Il riferimento è alle cattedra di Storia Moderna e Storia del Cristianesimo di cui De Mattei è titolare presso l’Università Europea di Roma e di Storia Moderna pressol’Università di Cassino.

Anche esponenti del mondo accademico e scientifico si sono espressi condannando le posizioni di De Mattei, come il presidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Maffei che, in relazione alle dichiarazioni sul terremoto giapponese, ha spiegato che "un dirigente del maggiore ente nazionale per la ricerca scientifica non può permettersi di intervenire pubblicamente fuori da questi binari (quelli del metodo scientifico, ndr), come sembra  essere avvenuto in passato nel caso di convegni antidarwiniani, o più di recente, nel caso di  interpretazioni metafisiche dello tsunami". Maffei ha poi sottolineato che da chi ricopre certi ruoli "ci si aspetterebbe, in ogni contesto, un maggiore controllo nella libertà di dire castronaggini".

Una petizione online che ha già raccolto più di otto mila firme, adesso, ne chiede le dimissioni dal CNR di De Mattei.

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