La Camera equipara le coppie gay a quelle eterosessuali

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Per la prima volta, la Camera dei Deputati riconosce ai deputati gay che convivono more uxorio gli stessi diritti di quelle eterosessuali.

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Contro ogni aspettativa, dati i precedenti, l’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, presieduto da Laura Boldrini, ha deciso di riconoscere le coppie gay relativamente all’estensione al partner della copertura sanitaria prevista per i deputati e i conviventi more uxorio.
Dietro pagamento di una quota, infatti, anche i deputati gay potranno estendere la copertura sanitaria al proprio partner come potevano già fare i deputati eterosessuali conviventi e sposati. Insomma, una coppia è tale a prescindere dall’orientamento sessuale di chi la compone.
Si sono espressi a favore, secondo quanto riporta Repubblica, il Pd, il Pdl e Sel, mentre la Lega ha votato contro, Scelta Civica e Fratelli d’Italia e il MoVimento 5 Stelle si sono astenuti.
“Lo abbiamo fatto – ha spiegato all’Adnkronos la capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi – perché è un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne il convivente dello stesso sesso non gode dell’estensione delle coperture. Perché alla Camera dovrebbe?”.

Le cronache, però, raccontano una storia diversa sulle assicurazioni esterne, come dimostra la vicenda della coppia milanese che ha fatto ricorso, ed ha vinto , contro il datore di lavoro di uno dei due che non voleva estendere la copertura al partner gay.
A chiedere l’estensione, in questa legislatura, erano stati Ivan Scalfarotto , deputato Pd, e Alessandro Zan di Sel entrambi gay dichiarati e legati al proprio partner da una convivenza more uxorio. Va ricordato che la stessa battaglia l’aveva condotta Paola Concia nella scorsa legislatura in ragione della sua relazione con la compagna Ricarda Trautman. In quel caso, però, l’ufficio di presidenza rispose, in senso negativo, proprio a ridosso della scadenza della legislatura impedendo di fatto all’onorevole di fare ricorso.
“Ora che abbiamo finalmente fissato questo elementare principio – commenta Ivan Scalfarotto sul suo blog -, bisogna che il Parlamento sancisca in tutta fretta che ciò che si applica ai deputati deve applicarsi a tutti i cittadini. Perché non va bene se siamo tutti uguali, ma poi qualcuno è più uguale degli altri”.

La richiesta è stata avanzata anche da Sergio Lo Giudice (Pd) all’Ufficio di Presidenza del Senato che non ha ancora risposto.
“Un plauso alla Presidente Boldrini e all’ufficio di presidenza della Camera – ha commentato Lo Giudice -. Ora mi aspetto che lo stesso avvenga in Senato dove ho chiesto che la mia copertura sanitaria venga estesa a mio marito Michele”. “La decisione di oggi deve diventare un punto di riferimento per l’approvazione di una legge che riconosca pari diritti alla coppie dello stesso sesso” ha concluso il senatore Pd.

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