La Carfagna rincara la dose: “Il Gay Pride? Esibizionismo”

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La ministra rincara la dose definendo il Pride esibizionismo. Nonostante, si sa, tanti sfilino con la paura di essere ripresi dalle telecamere. Al contrario di lei, che della...

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Il giorno dopo le dichiarazioni che hanno suscitato reazioni e polemiche in tutta la comunità LGBT italiana, la ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna, fa una piccola marcia indietro. Di stile, più che di sostanza. Dalle pagine del suo sito fa sapere: "In riferimento alle polemiche sollevate dai movimenti Glbt mi corre l’obbligo di precisare che è intenzione del ministero che guido combattere ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali. Sono cosciente delle tante discriminazioni nelle scuole, nelle universita’ e nei luoghi di lavoro e credo che l’Italia abbia il dovere di contrastarle con fermezza". Deve aver capito che la sparata sul fatto che non esisterebbero più discriminazioni a danno di gay, lesbiche e transessuali in Italia era davvero troppo grossa.

Ma subito dopo aggiunge: "Detto questo, però, il movimento LGBT non può pretendere per le coppie omosessuali né riconoscimenti simili a quelli garantiti alla famiglia, né il patrocinio del Governo a manifestazioni che rispondono più a logiche esibizionistiche che ad altro". Certo, sentire una ministra che vanta un curriculum da aspirante Miss Italia e da ex valletta televisiva che parla di ‘esibizionismo’ ha del paradossale. "Quanto alle sollecitazioni di chi rivendica alcuni diritti per i gay – aggiunge -, sono pronta a discuterne se si tratta di negoziazioni privatistiche e non di riconoscimenti pubblicistici. Per permettere a un gay di andare a trovare il compagno o la compagna in ospedale può bastare una Porte chiuse a chi intende minare l’unicità della famigliadichiarazione all’Asl, così come va assicurato il subentro nel contratto di affitto dell’abitazione o la visita in carcere attraverso un semplice atto amministrativo. Ma – conclude – se qualcuno intende minare all’unicità della famiglia o dettare l’agenda politica del ministero non potrà che trovare porte chiuse". 

Più chiaro di così. Del resto Berlusconi era stato inequivocabile. Quando GayLib si presentò al Teatro Nuovo di piazza San Babila in occasione dell’apertura della campagna elettorale del Pdl, fiduciosa di trovare nel candidato premier l’interlocutore giusto per la loro proposta di unioni omoaffettive, il cavaliere fu inequivocabile e li accolse ribadendo il suo concetto di famiglia "quella formata da un uomo e da una donna". E oggi, per non lasciare neanche uno spiraglio a possibili ‘equivoci’, si schiera con la Carfagna anche l’Avvenire, il quotidiano della Cei, che definisce quella della ministra una "Scelta legittima (e opportuna)". 

Alle dichiarazioni di oggi di Mara Carfagna risponde Franco Grillini. "La ministra Carfagna ci ricorda sempre la sua laurea in giurisprudenza da cui evidentemente attinge per le sue esternazioni come quelle odierne – dice il direttore di Gaynews -. Eppure sembra non capire che solo alcuni diritti si garantiscono in modo privatistico ovvero quelli patrimoniali mentre quelli più strettamente personali afferiscono essenzialmente alla sfera pubblica. Non si possono garantire gli uni senza gli altri perché la nostra Costituzione garantisce la pari dignità di ogni essere umano indipendentemente dalla condizione sociale ove si svolge la sua personalità". 

"Parlare di negoziazioni privatistiche o pubblicistiche relega ancora sia la neo Ministro che l’esecutivo di governo nel quale è stata eletta in fondo all’Europa in quanto a riconoscimento dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali – aggiunge Rossana Praitano, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli -, e quel che è peggio segna un doloroso e pericoloso passo indietro che autorizza e facilita episodi di discriminazione nei confronti della comunità".

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