La Cassazione conferma: dare del “frocio” è reato

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I giudici hanno confermato che la parola frocio è offensiva stabilendo che l'immagine di un uomo è stata lesa gravamente dal cognato che si era rivolto a lui...

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Quando il cognato si rivolse a lui dandogli del frocio probabilmente non si sarebbe aspettato di finire davanti a un giudice e meno che mai sui giornali. E invece la causa in cui è stato trascinato lo ha portato fino in Cassazione, dove la corte di via Cavour ha stabilito che dare del frocio a qualcuno equivale a ledere gravemente la sua immagine e fa scattare quindi automaticamente il reato di ingiuria.

La vicenda risale al 2008 quando durante una lite in famiglia l’uomo fu offeso dal cognato davanti a moglie e figli. Per essersi beccato del "frocio" decise di trascinare davanti al giudice il cognato che fu condannato già in primo grado. Ora la sentenza della Cassazione che ha confermato il giudizio e ha ritenuto lesiva gravemente dell’immagine dell’uomo l’offesa ricevuta.

Non è la prima volta che la Cassazione si pronuncia sul valore offensivo del termine frocio. Già nel 2006 aveva ravvisato "nel termine frocio un chiaro intento di derisione e di scherno espresso in forma graffiante". Lo scorso anno, poi, aveva iscritto anche la parola "gay", se usata in maniera denigratoria, nell’elenco delle offese. La sentenza 1939 stabilì infatti che dire "gay" a qualcuno con intento denigratorio, anche se ci si dichiara laici e senza pregiudizi, è reato e comminò una multa di 400 euro ad un vigile urbano di Ancona che nel 2002 aveva etichettato come gay un suo collega con il quale c’era una forte rivalità per l’ottenimento della qualifica di comandante.

 

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