La Chiesa contro i gay, non contro i pedofili

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"Visite apostoliche" preannunciate nei seminari americani, per allontanare tutti coloro che saranno ritenuti a rischio omosessualità.

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Per combattere gli abusi sessuali da parte dei preti occorre allontanare gli omosessuali? La Chiesa sembra ancora accostare pericolosamente omosessualità e pedofilia, arrivando a emanare direttive secondo le quali tutti coloro che sembrano avere tendenze gay saranno allontanati dai seminari americani. La direttiva sarebbe frutto di uno scontro avvenuto tra i vescovi americani, tra i quali prevale l’idea che la tendenza omosessuale non costituisca un ostacolo all’ordinazione a prete, e che sostengono che si deve appurare non la «tendenza» delle pulsioni sessuali, ma la capacità del soggetto di governarle, e il Vaticano, che è invece del parere che il candidato portatore di tendenze gay non vada ammesso all’ordinazione.

I cardinali di Curia, nel corso dell’incontro avvenuto la scorsa settimana, hanno fatto ai colleghi americani una predica di questo tipo: la maggioranza degli «abusi» denunciati non riguardano bambini ma adolescenti maschi, rimandano quindi all’inclinazione omosessuale; non uscirete da questo dramma, finché non cesserete di ordinare gli omosessuali. I curiali basavano la loro offensiva sui dati di un’indagine di due anni fa, da cui risultava che il 15% dei sacerdoti amer icani si dichiarava omosessuale, mentre il 5% si diceva bisessuale.

Così il documento finale preannuncia «visite apostoliche» (cioè di inviati papali) nei seminari americani, per «verificare» il rispetto dei «requisiti di ammissione» al sacerdozio fissati dalla Santa Sede. In un altro passo del documento si punta il dito, espressamente, sul la questione omosessuale: «Si è attirata l’attenzione sul fatto che quasi tutti i casi coinvolgevano adolescenti e quindi non erano veri e propri casi di pedofilia».

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