La Corte Costituzionale conferma il no ai matrimoni gay

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Dalla Consulta arriva un altro no ai matrimoni gay per l'ultimo caso della campagna Affermazione Civile che ora entra nella seconda fase: riconoscere i matrimoni degli italiani contratti...

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Chiamata a pronunciarsi sul comportamento della municipalitá di Ferrara, che aveva negato le pubblicazioni per un matrimonio omosessuale, la Corte Costituzionale esclude l’illegittimitá delle norme del Codice Civile che impediscono di sposarsi a persone dello stesso. La Consulta ha dato ragione al Comune che bene ha fatto a non procedere con le pubblicazioni in quanto «La diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio».

La Corte, come riferisce il sito cassazione.net, esclude l’illegimità delle norme del codice civile che impediscono di sposarsi a persone dello stesso sesso. Non è possibile celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, almeno secondo le leggi attualmente vigenti in Italia. Va esclusa quindi la illegittimità costituzionale di una serie di norme del codice civile che impediscono le nozze gay. L’ufficiale dello Stato civile di Ferrara ha quindi agito per il meglio nel rifiutarsi di procedere alla pubblicazione dei matrimonio richiesta dalle parti private.

La Consulta conferma così la linea affermata già nel 2010 per le altre coppie che avevano intentanto questo tipo di procedimento giudiziario dvanti ai giudici costituzionali nell’ambito della campagna di Affermazione Civile ideata dall’associazione radicale Certi Diritti e l’Avvocatura per i diritti lgbt Rete Lenford. Si apre però una seconda fase della della campagna. Come? «Allargando anche alle coppie lesbiche e gay, costrette a sposarsi all’estero, l’invito a intentare ricorsi oltre che in Italia anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo affinchè l’unione venga riconosciuta dall’Italia», dice il segretario di Certi Diritti Sergio Rovasio. «Occorre ricordare  – afferma Rovasio – che il mancato riconoscimento delle coppie che si sono sposate in altri paesi membri dell’Ue, avviene in aperta violazione dei Trattati di Nizza e di Lisbona»

Il Pdl intanto esulta: «La Corte Costituzionale ha detto ancora un no ad assurdi matrimoni», dice il capogruppo dei deputati del Pdl Maurizio Gasparri.

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