La Corte Costituzionale, le nozze gay, le bugie dei politici

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Anche se la Consulta ha stabilito che la Costituzione non contiene impedimenti alle nozze gay, politici di ogni schieramento sostengono spesso il contrario per motivare il loro no....

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2004 – Francesco Rutelli (La Margherita) «Possiamo discutere di tutto, e comunque combattere ogni discriminazione verso le persone omosessuali, ma senza nemmeno pensare di poter uscire da alcune decine di migliaia di anni di storia dell’uomo. Anche perché su questo punto la Costituzione italiana dà una definizione rigorosa e limpida».

2007 – Massimo D’Alema (Partito Democratico) «No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali (…) perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio"

2010 – Pier Luigi Bersani (Partito Democratico) «Uno Stato che non regola le convivenze stabili viene meno a un suo compito. Poi la Consulta ci chiarirà a proposito del fondamento Costituzionale della terminologia. Per noi il matrimonio è una cosa, e diciamo che altre forme di convivenza hanno regolazione diversa. Io sono per regolare altre convivenza con forme non sovrapponibili a quella del matrimonio.»

     

2011 – Massimo D’Alema (Partito Democratico) «Il matrimonio, come è previsto dalla Costituzione, è l’unione tra persone di sesso diverso, finalizzata alla procreazione. (…) Penso che il sentimento degli italiani che ritengono che il matrimonio sia un sacramento vada rispettato. È possibile rispettarlo senza comprimere i diritti delle persone omosessuali, diritti che devono esser riconosciuti.»

         

2011 – Franco Frattini (Pdl) «"Ho una convinzione profonda, che il matrimonio sia quello stabilito dalla nostra Costituzione e di questo ovviamente sono convinti in molti", ha aggiunto. "Non parlerei di un’idea di cambiamento del matrimonio", ha affermato, "questo credo che la nostra storia e la nostra Costituzione non lo permetterebbe".»

2011 – Carlo Giovanardi (Pdl) «Lo spot Ikea "contrasta con la Costituzione, è offensivo, di cattivo gusto". Il sottosegretario Giovanardi critica il messaggio promozionale del colosso svedese in cui due uomini di spalle si tengono per mano sopra lo slogan: "Siamo aperti a tutte le famiglie. La famiglia è la casa più importante, cerchiamo di rendere più comoda la vita di ogni famiglia". Per Giovanardi Ikea "è libera di rivolgersi a chi vuole, ma il termine famiglie è in contrasto con la nostra legge fondamentale". (…)

Giovanardi ha poi giudicato "grave che una multinazionale a cui il nostro Paese sta dando tanto in termini di disponibilità, venga e dica agli italiani cosa devono pensare polemizzando contro la loro Costituzione".»

2011 – Carlo Giovanardi (Pdl) «"Sono male informati": Carlo Giovanardi ribatte al responsabile relazioni esterne di Ikea, affermando che "la Corte costituzionale proprio pochi mesi fa ha stabilito che la famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio, è formata da un uomo e una donna"…»

2011 – Carlo Giovanardi (Pdl) «<La battaglia> sull’accesso al matrimonio diventa una battaglia ideologica, perché bisognerebbe cambiare la Costituzione. »

2012 – Rosy Bindi (Partito Democratico) «Non userei mai la parola matrimonio perché credo che quella sia un istituto previsto dalla nostra Costituzione, prevista dalla nostra tradizione giuridica del nostro Paese, che lega quella parola al fondamento di una famiglia e all’unione eterosessuale.»

«Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico.»

2012 – Rocco Buttiglione (UDC) «Siamo d’accordo con il presidente del Pd Rosi Bindi: no ai matrimoni gay, sì ai diritti individuali. Il matrimonio tra un uomo e una donna ha una funzione sociale costituzionalmente garantita, crea la famiglia che genera figli e costruisce solidarietà fra le generazioni, e per questo la famiglia va tutelata come modello unico. Altra cosa sono i diritti individuali. Sarebbe utile capire se questo è il pensiero di tutto il Pd.»

2012 – Silvia Costa e Patrizia Toia (Partito Democratico) «In Italia, com’è noto, la nostra Costituzione (che su questo tema si è espressa anche con la sentenza n° 4184 del 2010) definisce la famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio», pur equiparando giustamente i diritti dei figli nati fuori o dentro una famiglia e i diritti/doveri dei genitori. E in quella parola «naturale» c’è il riconoscimento (non l’imposizione) del sodalizio primigenio e fondamentale tra uomo e donna, come cellula fondativa della società e del’umanità, preesistente allo stato, che ha attraversato millenni della storia umana e che lo stato riconosce e tutela con particolare favore. »

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