La Corte Costituzionale sta con Putin: la norma anti-gay è legale

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Così l'alta corte russa si è espressa sulla cosiddetta la legge contro la "propaganda gay"

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La Corte Costituzionale russa si allinea con la politica omofoba del governo di Putin. Secondo i giudici moscoviti, infatti, iI divieto di propaganda gay tra i minori non può essere considerata un limite ai diritti delle minoranze sessuali. La sentenza è arrivata a seguito dell’appello deposto da alcuni dei leader del movimento Lgbt russo, condannati ai sensi della controversa legge con cui di fatto si vieta ogni manifestazione pubblica legata alle tematiche omosessuali e trans. A rivolgersi alla Corte erano stati Nikolai Alekseev, tra i promotori del Pride di Mosca, e agli attivisti Yaroslav Yevtushenko e Dmitri Isakov. Tutti e tre erano stati giudicati colpevoli di “promozione di rapporti sessuali non tradizionali tra i minori” e condannati al pagamento di una multa di 4.000 rubli (circa 80 euro). Un altro schiaffo ai diritti delle persone lgbt in Russia, nonostante le condanne a livello internazionale ricevute dalle scelte omofobe di Putin.

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