LA DESTRA CONTRO I GAY

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An lancia una petizione popolare per ritirare il patrocinio della Regione Puglia al Gay Pride di Bari. In nome di Madre Natura! Grillini (Ds): "Roba da Medioevo". Oliari...

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BARI – Prima alcune dichiarazioni di dissenso, poi una lettera aperta a Fitto da parte del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, ora una petizione popolare per ottenere il ritiro del provvedimento. Alleanza Nazionale affila le armi nella battaglia contro il patrocinio gratuito che il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, ha concesso al Gay Pride 2003 in programma a Bari, e in una conferenza stampa rende noto di aver inviato una nuova lettera a Fitto per chiedergli di ritirare il provvedimento, e soprattutto di aver avviato una petizione popolare con lo stesso obiettivo e a ‘tutela della famiglia’.

A sostegno delle loro posizioni, gli uomini di An chiamano in causa addirittura madre natura: «esiste una costituzione fondata sulla natura – ha affermato Mantovano – la quale dice che il matrimonio è tra mamma-donna e papà-uomo e che poi ci sono i figli così come il Signore li manda. La natura – conclude il sottosegretario all’Interno – non è certo soggetta all’opinione di un Consiglio regionale o, peggio, di un presidente della Regione».

Secca la replica del presidente onorario dell’Arcigay nazionale, Franco Grillini: «E’ molto triste che nel terzo millennio, in Europa, si debbano ancora udire argomentazioni medievali come quelle del poco onorevole Mantovano». Secondo il deputato DS, il sottosegretario «dà per scontato che la morale cattolica debba essere adottata come morale di Stato. E ovviamente va imposta per legge anche a chi cattolico non è».

Eppure gli omosessuali ci sono anche in AN, ed è lecito pensare che il partito non sia unanimemente compatto sulle posizioni di Mantovano. Lo conferma Enrico Oliari, omosessuale militante nella formazione di Fini e portavoce di GayLib, associazione di gay di centrodestra: «AN sta rinnegando il patrimonio politico culturale uscito da Fiuggi, tornando su posizioni non solo omofobiche, ma anche bigotte, legate al fondamentalismo cattolico».

«Faremo sentire la nostra voce sia sulla stampa, sia aprendo un dialogo con gli esponenti di AN di Bari, sia incontrando Fitto per esprimergli la nostra solidarietà» dice ancora Oliari. Il problema è che la sua voce sembra essere isolata, e poco ascoltata. Come quando GayLib si presentò al congresso di AN di Bologna e chiese inutilmente di parlare. «Nel partito ci sono alcune persone che ci ascoltano, altre che non lo fanno – ammette Oliari – Bisogna tener presente che aprire questi spazi di dialogo in un partito di destra è diverso dal farlo in uno come i DS, dove comunque lo spazio al movimento gay non viene negato, e dove c’è una tradizionale vicinanza con queste battaglie. In AN è tutto da costruire da zero».

Persino gli omosessuali di centrodestra, quindi, tracciano il ritratto di un partito sordo al dialogo con il movimento omosessuale. Anche con quello di destra. Infatti nella conferenza stampa che si è svolta nella sede della Federazione provinciale di Lecce di An, cui hanno partecipato insieme a Mantovano anche i consiglieri regionali Roberto Tundo e Saverio Congedo (che è anche presidente provinciale del partito), il presidente del Consiglio Regionale, Mario De Cristofaro ha puntualizzato che «la raccolta di firme non ha nessun intento discriminatorio ed è organizzata nel rispetto delle altrui opinioni», aggiungendo che «la libertà deve essere garantita a tutti, compresi coloro che sono lontani dall’apprezzare certo tipo di ostentazioni». E Mantovano ha cercato di fugare ogni accusa di integralismo religioso: «l’iniziativa di An si può qualificare come si vuole – ha detto – ma non ha alcuna connotazione confessionale; è un’iniziativa laica, di civiltà». Salvo poi aggiungere che se dovessero aderire associazioni di area cattolica «la cosa non può che farci piacere».

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Ma «se la Regione – ha continuato Mantovano – in qualche misura si è già espressa, noi facciamo esprimere gli elettori e la gente in generale». Così An promuove la raccolta di firme sui banchetti, in mezzo alla strada, nelle feste Tricolori, firme che saranno consegnate al presidente Fini, nel corso della Festa Tricolore di Lecce che si terrà dal 18 al 20 ottobre.

Per Mantovano questa mobilitazione, che riguarda «non soltanto An, ma i pugliesi, i quali non si ritrovano nel patrocinio al Gay pride», terminerà solo «quando il patrocinio sarà revocato e la Regione Puglia metterà all’ordine del giorno, discuterà e approverà le leggi sulla famiglia».

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