La Florida al voto su leggi anti-gay

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25 anni dopo il tentativo di Anita Bryant, parte una nuova crociata contro gli omosessuali nello stato americano. Un'organizzazione religiosa tenta di abrogare le leggi anti-discriminazione.

ROMA – Venticinque anni dopo una delle piu’ famose battaglie contro i diritti dei gay, in Florida la storia si ripete. Gli elettori della contea di Miami-Dade dovranno decidere domani se abrogare le esistenti leggi anti-discriminazione. Il voto coincide con il ritorno del tema dell’omosessualita’ al top dell’agenda politica e culturale statunitense.

Era il 1977 quando Anita Bryant, una cantante pop, condusse una famosa crociata contro i diritti dei gay, ‘Save our children’. "Gli omosessuali non possono riprodursi, quindi devono essere reclutati", era lo slogan della sua campagna per rovesciare un’ordinanza locale nella contea di Miami-Dade che vietava la discriminazione sulla base delle scelte sessuali. La sua crociata ebbe successo e solo nel 1998 nella contea e’stata reintrodotta una normativa anti-discriminazioni.

Ora, dopo venticinque anni, la questione ritorna al centro dell’ agenda politica locale. Un’organizzazione chiamata ‘Take Back Miami-Dade’, di cui fanno parte molte congregazioni religiose, sta tentando di nuovo di abrogare le misure anti-discriminazione. Cio’ che e’ interessante notare, riguardo al voto di domani, e’ come il clima sia cambiato rispetto a venticinque anni fa. Nel 1977 la Bryant pote’ godere di un vasto appoggio e consenso. Ora, invece, le maggiori corporazioni e i maggiori leaders civili, temendo un contraccolpo dal mercato dei turisti gay che rappresenta una voce importante dell’economia locale, sono dalla parte degli omosessuali.

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