La Gay Street romana diventa verde per difendere Vahid

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Il giovane iraniano rischia il rimpatrio per avere violato le leggi francesi sull'immigrazione. Era rimasto in Italia per vivere con il suo compagno, conosciuto a Roma.

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Vahid, un giovane gay iraniano, era scappato dal proprio paese per sfuggire a torture, persecuzioni e a una morte certa. Adesso si trova nel centro di detenzione dell’aeroporto Saint-Exupery di Lione. La sua colpa è quella di avere vissuto per unanno e mezzo a Roma insieme all’uomo di cui si era innamorato, violando lel eggi sull’immigrazione francesi. Alle autorità parigine, infatti, Vahid aveva chiesto asilo politico. Adesso il ragazzo iraniano rischia di essere rimpatriato in Iran e le associazioni lgbt e quelle ch si occupano di diritti umani si sono mobilitate in tutta Europa, Italia compresa, per chiedere che non venga mandato in un Paese dove la sua omosessualità è considerata reato punibile con la morte.

"La Gay street di via di San Giovanni in Laterano a Roma, da domani sera alle 22.00, si tinge di verde. A tutti verranno distribuiti ‘green ribbon’, fiocchi verdi, e verrà affisso un cartello ‘Vahid libero’ – dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma -. Ci mobilitiamo perché vogliamo mostrare la nostra solidarietà e il nostro sostegno a Vahid Kian Motlagh. Proprio alla Gay street di Roma aveva conosciuto il suo compagno Patrick, un uomo belga che vive e lavora a Roma, che poi ha seguito, violando le leggi sull’immigrazione". A volere l’iniziativa romana è stato proprio il compagno di Vahid che stava per unirsi a lui con il rito dei Pacs francesi quando il ragazzo è stato arrestato. Patrick stesso sarà presente in Via San Giovanni in Laterano domani sera all’iniziativa organizzata da Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione trans, Fondazione Consoli, Certi diritti, Gaynet ed Everyone.

"Scegliamo di ‘tingerci di verde’ perché – affermano le associazioni- è il colore degli iraniani che stanno lottando per un paese più libero". "Vogliamo che Roma accenda i riflettori sulla vicenda di Vahid e che tutta la nostra comunità si impegni per sostenerlo. Abbiamo inviato – conclude Marrazzo – una lettera alle istituzioni di Roma e del Lazio per chiedere un impegno formale e raccoglieremo delle firme perché la comunità lesbica, gay e trans romana vuole sostenere Vahid e difendere il suo amore nato proprio a Roma, alla Gay street di via di San Giovanni in Laterano".

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