LA GUERRA DI SANT’ANTONIO

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Padova, la Provincia di centro-destra vuol cancellare il Gay Pride con una mozione che lo giudica 'inopportuno' perché vicino alla festa del Santo. Se ne discute il 15...

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PADOVA. Siete una minoranza che cerca di uscire dall’emarginazione? Con ogni probabilità, tendete al "narcisismo esibizionista", e quindi dimostrate di "essere ancora in una posizione di inferiorità". Il sillogismo assai discutibile è alla base di una gravissima mozione, che il Consiglio Provinciale di Padova su proposta di consiglieri di Forza Italia, Lega, C.C.D e Democrazia Europea (primo firmatario Massimo Giorgetti di FI), voterà il 15 aprile prossimo. Scopo della mozione, ovviamente, ottenere un rinvio del Gay Pride nazionale, che si dovrebbe svolgere nel capoluogo veneto l’8 giugno, data inopportuna, secondo la giunta, perché troppo prossima alla festa di Sant’Antonio del 13.

La mozione, la cui votazione era già in agenda lo scorso 27 marzo, ed è stata poi rinviata, verrà facilmente approvata, essendo sostenuta da tutte le forze della schiacciante maggioranza di centro-destra che guida il Consiglio provinciale.

Ecco alcuni passi più "significativi" del testo: "Ogni minoranza che esce dall’emarginazione – nazionale, culturale, religiosa, politica, sessuale – tende, almeno inizialmente, al narcisismo esibizionista e finchè non se ne libera, imparando a vivere spontaneamente la propria diversità e a non farci troppo caso, dimostra di essere ancora, interiormente, in una condizione di inferiorità". E ancora, in riferimento alla manifestazione dell’orgoglio omosessuale: "Non possiamo tuttavia accettare che tale manifestazione scada in atteggiamenti di bizzarra e provocatoria volgarità che, oltre a offendere il buon gusto, provocherebbe un intollerabile vulnus alla tradizione cristiana che, proprio a Padova, ha profonde radici storiche, culturali e sociale, che si manifestano anche nella ricorrenza del SANTO del 13 giugno". In conclusione, il Consiglio auspica che la manifestazione venga spostata ad altra data, e comunque che non si riduca a "una esibizione folcloristica di virgulti gestanti in intenti che nulla hanno a che fare con il contenuto della manifestazione".

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