LA LESBOSTORY DI GRETA E MARLENE

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Gossip d'epoca: il libro "Sappho goes to Hollywood" uscito negli Usa verte sulla relazione fra le due grandi attrici ma vuol disegnare l'epopea lesbica americana tra Broadway e...

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Greta Garbo e Marlene Dietrich sono state amanti. La scintilla scoccò quando le due si incontrarono nel 1925 a Berlino sul set di

Con reazioni anche scomposte. Per esempio, il Corriere della sera ha tentato di rispondere dicendo che sì le due avevano recitato insieme in L’ammaliatrice girato da Pabst a Vienna nel ’25, ma l’unico pettegolezzo lesbico che le riguarda è la rivalità nei confronti dell’avventuriera Mercedes de Acosta. A questo riguardo occorre sottolineare che 1)

I fili dei destini, amorosi e non, di queste signore si intrecciano fittamente fra la costa est e quella ovest degli Stati Uniti. Con contorno di attricette, ballerine, grandi sarti, registi iracondi, fotografi complici, sceneggiatrici intrigantim, spie comuniste e agenti dell’Fbi e affascinanti

Comunque sia, la location della storia è la Berlino del 1925, sono gli anni ruggenti in cui la capitale tedesca è la mecca di omosessuali e lesbiche, rutilante di locali notturni, con ritrovi leggendari come l’Eldorado; l’atmosfera libera e trasgressiva è quella del film Cabaret e delle memorie di Christopher Isherwood. Lì la giovane Merlene, figlia di un ufficiale prussiano, ragazza dalla solida educazione, è una delle tante attrici in vista sulla scena teatrale berlinese e sta vivendo una irripetibile educazione sentimentale che la porterà per il resto della sua vita a non negarsi ogni piacere, etero o omo che sia. Dall’altra parte c’è la giovane svedese, star nascente, cresciuta in una famiglia poverissima e in un paese dal protestantesimo rigoroso. A un certo punto del film le due fanno la fila dal macellaio per ottenere un po’ di carne e Greta, per la fame, sviene fra le braccia di Marlene. Tutto qui. Ma di lì la McLellan immagina che fra le due sia nata una storia, che Marlene, conosciuta come grande cuoca, abbia cucinato ottimi goulasch per la anemica svedese, che l’abbia portata a fare nightclubbing per Berlino e che l’amore sia poi svanito alla della partenza per Hollywood della svedese. Tutto qui? Un po’ poco. E infatti la McLellan aggiunge che molti, ma molti anni dopo, in mezzo a un gruppo di amici, fra i quali il produttore Sam Taylor, a un tavolo dello Sporting Club di Monte Carlo, la Dietrich avrebbe poco elegantemente rivelato che la Garbo era spaventosamente grossa là sotto e che era solita indossare biancheria sporca. Senza tuttavia spiegare come fosse venuta a conoscenza di questi imbarazzanti particolari.

Quel che è certo è che dopo quell’incontro berlinese le due si ignorarono per sempre a Hollywood, ciascuna con i propri segreti. La Garbo con i suoi exciting secrets come definiva le sue avventure femminili, che furono molte e tutte rigorosamente negate. La Dietrich, secondo la McLellan, con un segreto ancor più imbarazzante: un marito (ovviamente negato dall’interessata, del resto non sono rimasti documenti che attestino il matrimonio) appartenente al milieu teatrale berlinese, Otto Katz (la signora non si negava nulla anche nei cognomi), ma che soprattutto fu una spia dei comunisti e di Stalin, fu attivo in America sotto diversi falsi nomi e non mancò di mettere in difficoltà molta gente del cinema negli anni furenti del maccartismo.

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