La nuova Miss Trans Italia: “Sì al matrimonio gay, ma niente adozioni”

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Si chiama Alessia Cinquegrana ed è campana. Credente, si dice contraria alle adozioni gay.

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Si chiama Alessia Cinquegrana ed è la nuova Miss Trans Italia, eletta durante la finale del concorso che si è tenuta a Napoli, per la prima volta dopo 22 anni in una location diversa da Torre del Lago.
Alessia ha 27 anni ed è di Aversa, in provincia di Caserta.
“Un ringraziamento speciale va alla amministrazione e al pubblico che ha dato sostegno ad ogni momento della sfilata – ha dichiarato Regina Satariano che da 22 anni organizza il concorso – e alla manifestazione in sé, anche nei momenti di dibattito sui temi e i diritti che portiamo all’attenzione”.
Ma in una intervista rilasciata al Giornale, la nuova Miss Trans Italia si è detta contraria alle adozioni per le coppie gay.
“Io sono tradizionalista, tengo molto a festeggiare il Natale e la Pasqua – ha dichiarato Alessia a Giovanni Masini – Anche sui diritti civili, accetto il matrimonio tra gay e spero che Renzi riesca a farlo passare perché la gente ci soffre, ma le adozioni, quelle no. Un bimbo deve crescere con un uomo e una donna. Se un trans diventa donna a tutti gli effetti e cambia i documenti, allora va bene. Altrimenti sono contraria”.

Durante l’intervista, Alessia ha raccontato la sua difficile storia: un padre che avrebbe accettato un figlio gay, ma non una trans e con cui non parla più da cinque anni, l’infanzia passata a sognare di fare la ballerina mentre il padre, che ha divorziato dalla moglie quando Alessia aveva solo 11 anni, l’avrebbe voluta calzolaio, il tormentato rapporto con i genitori del suo compagno “con cui sto da otto anni e che ho salvato dal tunnel della droga”, ma che non riescono ad accettare la loro relazione. E poi le discriminazioni perché “a Napoli non siamo emancipati come a Milano, ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando”.
Infine, la sua fede: “Sono molto credente e appassionata di Chiesa – racconta -: tutti gli anni mi riprometto di non andare alla festa della Madonna dell’Arco ma ogni volta non resisto e all’ultimo corro alla processione. Il mio parroco, don Salvatore de Filippi, mi è stato molto vicino, seguendomi nella mia trasformazione, dicendomi di seguire il mio istinto e dandomi sempre la Comunione”. Una devozione, che, secondo la reginetta, la porta a prendere posizioni “diverse da quelle degli altri trans”. Compresa quella sulle adozioni.

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