LA POLITICA GAY PARTE DI SLANCIO

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Un dibattito organizzato da Rifondazione al Toscana Pride di Grosseto fa il punto sui diritti glbtq: da più parti è sentita l’esigenza di non cedere con le rivendicazioni...

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GROSSETO – Siamo entrati nel vivo dei temi cari alla comunità glbt, al Toscana Pride di Grosseto, con il dibattito, svoltosi ieri, venerdì 18 giugno, alla Cittadella de Pride, su iniziativa di Rifondazione Comunista, cui hanno preso parte Alessio De Giorgi, presidente di Arcigay Toscana, Titti De Simone e Nichi Vendola, parlamentari RC, Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT, e Ezio Menzione, avvocato. I partecipanti hanno intavolato una approfondita tavola rotonda sui temi delle unioni civili, dei diritti di cittadinanza delle persone glbtq, e della situazione politica europea, partendo dalla vicenda spagnola, in cui il premier da poco eletto ha già annunciato di voler garantire ai cittadini omosessuali e transessuali pari diritti e dignità rispetto alle persone eterosessuali.

Il dibattito, moderato da Saverio Aversa, membro di Rifondazione, e significativamente intitolato “Nozze spagnole”, ha visto il presidente di Arcigay regionale concentrarsi sulla storia più e meno recente della Toscana, dove è stato approvato, primo in Italia seguito poi da quello umbro, uno Statuto regionale che riconosce le coppie di fatto e che vieta la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. De Giorgi ha anche sottolineato come ora diventi di capitale importanza spingere il Consiglio regionale ad approvare entro questa legislatura la legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale già passata al vaglio della Giunta guidata dal presidente Martini (definito “il nostro piccolo Zapatero”).

Porpora Marcasciano ha ripercorso brevemente la storia del Movimento di Identità Transessuale e il lavoro che attualmente sta svolgendo: “abbiamo attivato un consultorio aperto alle persone transessuali che cerca di lavorare perché vengano riconosciuti i diritti basilari per la felicità delle persone, il diritto alla dignità, il diritto all’identità”. A questo proposito la Marcasciano ha sottolineato come in Italia, che pure ha dal 1982 una legge sulle riattribuzione del genere, non si riesce a far approvare, come è successo invece in Germania, la cosiddetta “piccola soluzione” che consentirebbe alle persone che non vogliono o non possono sottoporsi all’intervento di modifica degli organi genitali, di poter avere comunque dei documenti coerenti con il genere sessuale al quale sentono di appartenere.

A Titti De Simone il compito poi di evidenziare le brutture della legge sulla procreazione assistita recentemente approvata dal parlamento italiano. La parlamentare PRC ha sottolineato come questa legge non solo è la prima che discrimina apertamente in base all’orientamento sessuale, ma è anche un tentativo di rivedere i principi di autodeterminazione della donna che sono alla base di leggi progressiste come la 194 sull’aborto. Contro questa legge, ha evidenziato la De Simone, occorre opporsi con tutti noi stessi, anima e corpo: “Io e la mia compagna – ha annunciato – siamo disposte a fare ricorso alla Corte Costituzionale perché ci si impedisce di ricorrere alla fecondazione assistita, in violazione dell’articolo 3 della Costituzione Italiana”.

Ezio Menzione ha rivolto un invito al movimento gay e lesbico italiano, ad essere più coraggioso: “Tutti i diritti omosessuali sono stati approvati quando c’è stata una forte presa di posizione da parte dei politici della sinistra – ha detto – Credo quindi sia necessario avere il coraggio di dichiarare le proprie rivendicazioni, anche se è giusto concordare con la controparte delle soluzioni di compromesso. Ad esempio, possiamo tornare a parlare del diritto all’adozione, al matrimonio…”.

Di pari tenore l’intervento, come al solito molto appassionato, del parlamentare PRC Nichi Vendola: “Che un eventuale prossimo governo di centrosinistra approvi le unioni civili è il minimo che possa accadere – ha detto – Ma questo non mi impedisce di parlare di matrimonio, di adozione, di aspirare cioè all’orizzonte completo delle nostre rivendicazioni, pur avendo a che fare con il cespuglio degli accordi momentanei”.

Grande determinazione, dunque, a ripartire con forti rivendicazioni, puntualizzando, come ha fatto l’avvocato Menzione nel suo intervento, che il prossimo Pride si svolgerà nel momento in cui i partiti sono in procinto di definire i programmi di governo con cui affronteranno le elezioni del 2006, e lo stesso Pride del 2006 avverrà nel periodo in cui il nuovo governo appena formato sta mettendo in campo le iniziative che daranno una connotazione chiara alla propria politica. Due occasioni da non perdere, se si vuole premere efficacemente sulla classe politica per ottenere i nostri diritti di cittadinanza completa.

La serata è poi proseguita on lo show di Platinette e delle Spaventapassere, in una Cittadella del Pride affollata di grossetani e turisti, gay, lesbiche ed etero, in un clima divertente e rilassato che ha conquistato tutti.

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