LA PRESA DI BERLINO

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E due (dopo Parigi). Klaus Wowereit: ritratto di un sindaco gay.

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BERLINO. Un sindaco gay anche a Berlino. Il secondo in una capitale europea, dopo Parigi. Domenica gli elettori tedeschi hanno chiaramente indicato che per l’ex città del muro vogliono un sindaco gay e di sinistra. Il socialdemocratico Klaus Wowereit, 48 anni, giurista di formazione, amante dell’opera e della buona cucina, sarà nominato primo cittadino di Berlino. Il suo partito il SPD ha guadagnato sette punti rispetto allo scrutinio precedente (del 1999, queste sono elezioni anticipate) ed ha raggiunto il 29,7% dei voti, i cristiano-democratici sono crollati di 17 punti toccando appena il 23,7%, anche verdi e comunisti guadagnano.

Klaus Wowereit, sulla poltrona di capo del governo regionale, in realtà si è già seduto: nel giugno scorso infatti, dopo le dimissioni forzate del cristiano-democratico (destra) Eberhard Diepgen travolto da uno scandalo finanziario, una coalizione composta da socialdemocratici e verdi sostenuta, senza partecipazione diretta nel governo regionale, dai comunisti dell’ex Berlino Est, ha scelto lui. Il suo nome era uscito proprio per il fatto che una sua frase, rilasciata quasi per caso ad una tv tedesca, gli aveva permesso di fare il giro di tutte le tv e gli aveva fatto conquistare una visibilità stupefacente.

"Sono omosessuale, ed è bene che sia così" aveva dichiarato. Interviste in serie, servizi giornalistici, ritratti e questo sorridente e affascinate giocatore di golf, da sconosciuto che era, diventa l’invitato preferito di ogni talk-show. Tutti i Bruni Vespi e i Maurizi Costanzi di Germania se lo coccolano. E gli permettono di spiegare che lui, Klaus Wowereit, non intende fare una politica "per gli omosessuali, ma in quanto omosessuale" oltre che ovviamente, anche troppo spesso, la ricetta per il tiramisù all’italiana di cui va pazzo e quali sono i suoi piatti francesi preferiti.

Vizi e virtù delle tv. Che comunque gli hanno permesso di costrursi, in pochi mesi, una statura di capo di governo regionale. Si è mostrato spesso al fianco del cancelliere Gerhard Schroeder e non ha esitato all’indomani degli attentati negli Stati Uniti a rinforzare la sicurezza della città. La sua campagna elettorale è stata posata. Tutto fuorché populista. Segnata anche da alcuni avvenimenti spiacevoli: il candidato sindaco è stato infatti violentemente attaccato dai cristiano-democratici, la destra tedesca dell’ex cancelliere Helmut Kohl, proprio per la sua omosessualità. Lui ha risposto con un’alzata di spalle e con uno dei suoi sorrisi.

Nel giorno del gay pride di Parigi e Berlino (il caso ha voluto che le due città sfilassero nello stesso momento) Klaus Wowereit si trovava in testa al corteo tedesco e Bertrand Delanoe (socialista, gay, sindaco della Ville Lumière) in testa a quello francese. "Berlino deve fare come Parigi" ha affermato davanti agli omosessuali tedeschi Wowereit. Lo ha fatto. Domenica Berlino ha votato, giusto, ed ha proiettato Klaus Wowereit oltre che a capo del governo regionale anche ad un posto di primissimo livello nell’operazione di rinnovamento del partito socialdemogratico berlinese. Insomma anche in Germania la nomina di un sindaco gay fa notizia. C’è da chiedersi, quando anche un avvenimento come questo diventerà una cosa banale…

di Giacomo Leso

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