LA PRESTIGIACOMO ROMPE CON I GAY

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I Gay Pride? "Sono un errore". Il matrimonio e all'adozione per gli omosessuali? "E' impossibile, e fuori dalla linea di questo governo". Così parlò la ministra. Alla faccia...

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VICENZA. Ci speravamo, e invece nulla: dopo le prime timide e apparenti aperture alla comunità gay e alle rivendicazione dei loro diritti, il ministro alle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo si riallinea obbediente con il governo di cui fa parte e rompe di fatto con la comunità gay. L’occasione è un dibattito a Venezia sulla condizione delle donne nel mondo.

A margine del convegno, la ministra ha dichiarato: "Non amo i Gay Pride e ritengo che queste dimostrazioni dell’orgoglio omosessuale siano probabilmente un errore perchè ognuno è libero in questo Paese di vivere la propria sessualità e le proprie abitudini sessuali senza necessariamente portarle in piazza". Ed è così che un ministro fa sue argomentazioni da casalinga al supermercato e si somporta come se fossero superflue le leggi per regolarizzare le coppie omosessuali, in modo che anche i gay e le lesbiche abbiamo il riconoscimento guiridico della loro unione, e possano curare il partner in caso di malattia, avere diritto all’eredità, poter pensare ad adottare figli (a Berlino ne ha discusso addirittura il Senato), insomma l’accesso a tutti quegli strumenti di tutela che fanno delle coppie etero coppie privilegiate. Queste leggi in molti paesi d’Europa ci sono già. La Prestigiacomo si comporta come se ai gay e alle lesbiche dovesse già bastare il fatto di non essere perseguitati per le proprie incliinazioni sessuali. E anche qui ci sarebbe da discutere:

con le affermazioni contro il Gay Pride, la ministra contrubuirà a spargere benzina sul fuoco delle polemiche che divampano a Padova, dove dovrebbe tenersi il Pride di giugno. Tutto ciò nonostante a Padova il circolo Arcigay ha subito incursioni e offese a più riprese, e anche minacce dalla destra estrema. Dunque discriminazione e pesecuzione, come sa bene chi vive l’omosessualità sulla propria pelle, non sono sparite in Italia e determinano ancora molti casi in cui vivere liberamente la propria sessualità non è affatto facile. Del resto, alcuni amministratori lo sanno: presto la Toscana si doterà di una legge contro la discriminazione e la persecuzione degli omosessuali, in linea con i più avanzati stati europei. La Prestigiacomo dice dunque no al matrimonio fra coppie omosessuali e alla possibilità di adottare dei bambini. Ecco la sua dichiarazione: "Da ministro per le Pari opportunità ho il dover di tutelare e ascoltare tutte le minoranze. Bisogna naturalmente essere aperti e tolleranti. Per quanto riguarda poi i diritti che loro chiedono ci sono alcune cose che sono possibili e sulle quali si può discutere e ce ne sono altre che sono assolutamente impossibili – avverte il ministro – come il riconoscimento delle coppie omossessuali di adottare dei figli oppure di sposarsi e di vivere una situazione di coppia di fatto equiparata al matrimonio. Queste sono cose impossibili e quanto meno non sono parte della linea di questo governo". Appunto: la Prestigiacomo si allinea, e tanti saluti alle pari opportunità, quelle vere.

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