LA PROCREAZIONE DISCRIMINA

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Il Senato ha varato oggi gli articoli 4 e 5 della legge sulla fecondazione assistita: è la prima volta che una norma esclude esplicitamente gli omosessuali.

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ROMA – Rapidi e incuranti delle polemiche, i Senatori italiani hanno dato oggi una bella accelerata al processo di approvazione delle legge sulla procreazione assistita: la seduta antimeridiana è stata interamente dedicata all’esame ed alla votazione degli emendamenti agli articoli 4 e 5, che sono stati approvati senza modifiche. L’articolo 5, in particolare, approvato a voto palese con 165 favorevoli, contro 72, 2 astenuti, stabilisce che possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate e conviventi, in eta’ potenzialmente fertile, entrambi viventi. Quindi esclusi coppie gay, single, vedove, mamme-nonne. Per quanto riguarda le coppie di fatto – etero -, sarà il governo a stabilire i requisiti minimi affinche’ siano considerate “stabili” e possano quindi accedere alla procreazione assistita.
Si tratta in sostanza della prima esplicita discriminazione verso i gay e le lesbiche che viene introdotta nella nostra legislazione. Un fatto che Franco Grillini denuncia con estrema gravità: «Si tratta di una novita’ radicale per il nostro ordinamento – continua il Deputato Ds e Presidente Onorario Arcigay – che finora non prevedeva nessuna norma esplicitamente discriminatoria verso le persone omosessuali».
«Nemmeno il regime fascista riuscì a criminalizzare l’omosessualità. Ci riesce oggi il parlamento repubblicano dominato da una maggioranza oscurantista e clericale – accusa Grillini – purtroppo persino trasversale. Ciò avviene in nettissima controtendenza sia rispetto alla legislazione civile che caratterizza la maggioranza dei paesi europei, sia rispetto alla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica italiana da tempo schierata su posizioni ragionevolmente laiche come sottolineato da tutti i sondaggi».
Intanto, i Radicali Italiani hanno simbolicamente regalato a Francesco Rutelli e Renato Schifani un manganello e un aspersorio: un premio per l’approvazione della legge, per la quale si sono prodigati. I doni sono stati presentati alla stampa da Daniele Capezzone e Rita Bernardini in una conferenza stampa che si e’ svolta dinanzi all’ingresso di Palazzo Madama. Come ha spiegato Capezzone, la scelta dei regali e’ stata fatta con riferimento ad un libro di Ernesto Rossi (“Il manganello e l’aspersorio”), che ha come tema «le collusioni tra il Vaticano e il regime fascista». Il segretario dei Radicali Italiani ha accusato Francesco Rutelli, di aver fatto della Margherita «una ruota di scorta dei cattolici intransigenti», mentre Renato Schifani avrebbe inviato ai suoi senatori azzurri non una nota ma un «foglio d’ordine che sollecitava disciplina di voto».
Francesco Rutelli ha risposto invitando a rispettare opinioni diverse: «Nessuno – ha detto Rutelli – ha titolo per parlare a nome dell’Ulivo in questo campo. L’Ulivo nel programma ha definito una posizione estremamente prudente. Dunque questo tema lascia il piu’ ampio spazio di liberta’ e di iniziativa politica in base ai convincimenti politici ed etici dei parlamentari». Ma molti, all’interno dell’Ulivo, chiedono a questo punto una verifica seria sull’ipotesi di realizzare una lista unica: non ci sarebbe unità di vedute, affermano, visto l’atteggiamento della Margherita sulla legge sulla procreazione assistita.
Oltre a ciò, si allarga il fronte di chi crede nella necessità di un referendum che abroghi la legge che sta per essere varata. «Penso che il Manifesto degli scienziati sia una concreta base di partenza per formare, nel prossimo futuro, una piattaforma referendaria» afferma il vicesegretario e portavoce del Nuovo Psi, Bobo Craxi, che, in riferimento alla legge, aggiunge: «Tanto valeva uscire allo scoperto e vietarla: sarebbe stata una impostazione piu’ limpida e chiara, che non nascondeva, dietro i tecnicismi, una palese impostazione ideologica».
Considerando che nella seduta del 4 dicembre è stato accantonato l’articolo 2 e approvato senza modifiche l’articolo 3, si prevede che le dichiarazioni di voto e il voto finale possano avvenire nella mattinata di giovedì. Ma nonostante lo sprint finale con cui si vuole giungere a una conclusione della vicenda, questa legge sta creando profonde spaccature.

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