La Procura di Udine: “Il prefetto non può annullare le trascrizioni”

di

Il giudice dà ragione alle coppie gay, ai sindaci e a Rete Lenford: Alfano sbaglia.

5038 0

Annullare le trascrizioni dei matrimoni egualitari celebrati all’estero non è compito del prefetto e la tristemente nota circolare del ministro Angelino Alfano non è corretta “sotto il profilo giuridico”. A stabilito è la Procura di Udine che si è pronunciata sul ricorso fatto dagli avvocati di Rete Lenford contro il provvedimento che aveva portato alla cancellazione delle trascrizioni fatte dal sindaco Furio Honsell.

Ecco cosa dice la Procura

Come riporta l’associazione di avvocati, “secondo la Procura il Prefetto autonomamente non ha e non aveva compiti “sostanzialmente” abrogativi. Né poteri di cancellazione, che spettano per legge solo all’Autorità Giudiziaria e conclude affermando che «la Circolare del Ministro Alfano prima e l’intervento del Prefetto poi non appaiono corretti sotto il profilo giuridico, perché vanno a ledere prerogative e compiti della Procura delle Repubblica ex art. 75 dell’ordinamento giudiziario»”.

I ricorrenti hanno ragione

«Spiace però dover riconoscere – afferma la Procura – che l’intervento [di cancellazione operato dal Prefetto] non appare conforme a legge: ne deriva che i ricorrenti (per questo profilo) sembra abbiano ragione». Secondo i giudici, infatti, la legge conferisce al Prefetto precisi poteri sui registri dello Stato civile «ma non legittima né ammette un ruolo così autoritario e di simile “prevaricazione” del Prefetto, quale quello nel caso di specie». Solo il sindaco ha competenze sullo stato civile e le sue azioni possono essere corrette esclusivamente dall’intervento di un giudice, specifca ancora la Procura di Udine. «Riprova ne è – continua il pronunciamento – che la Autorità amministrativa (ovvero il prefetto, ndr) per tentare di legittimare il proprio intervento presso il Comune ha dovuto necessariamente andare a cercare supporto da altre fonti normative (diverse cioè da quelle dello stato civile), ma così facendo ha “forzato” il dato normativo di riferimento, che infatti non è qui applicabile».

La Procura, infine, escluso che si possa parlare di reato da parte del Prefetto, conclude affermando di sentire il «dovere» di esaminare l’intera vicenda ai sensi delle leggi vigenti portandola all’attenzione del Tribunale.

Rete Lenford: “Giuste le nostre ragioni”

“Con l’esposto penale segnalavamo l’assoluta inesistenza di un potere in capo ai prefetti di annullare gli atti di trascrizione – dichiara la neo eletta Presidente dell’Associazione Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI avv. Maria Grazia Sangalli, eletta sabato scorso e subentrata nella presidenza all’avv. Antonio Rotelli – e il fatto che con la Circolare Alfano si stava determinando una indebita invasione delle prerogative dei giudici. La Procura ha ritenuto infondata la notizia di reato, ma ha riconosciuto la fondatezza di tutte le ragioni in diritto da noi sostenute. Spetterà ora, comunque, al GIP di decidere in merito alla richiesta di archiviazione”.

Arcigay: Alfano si dimetta

“Come abbiamo sempre sostenuto – ha commentato il presidente di Arcigay, Flavio Romani – l’atto di imperio di Alfano e dei prefetti è illegittimo, fuorilegge”. “Alfano ha usato il suo ruolo e gli strumenti che quel ruolo gli mette a disposizione per perseguitare coppie di gay e lesbiche sulla base delle sue personalissime convinzioni – conclude Romani -. Un fatto, insomma, di estrema gravità, che deve portare Angelino Alfano a dimettersi immediatamente dal suo incarico di governo, sollecitato da un Presidente del Consiglio che vorremmo vedere almeno imbarazzato. Questo accadrebbe oggi in un Paese normale”.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...