LA REALTÀ AFGHANA

di

Emergency, medici da anni attivi in Afghanistan

695 0

Per scoprire e per sostenere le attività di Emergency visita il sito www.emergency.it.

Discuti di questo argomento nel forum.

Ruanda, Kurdistan iracheno, Cambogia e Afghanistan: 7 ospedali e 25 posti di pronto soccorso; migliaia di interventi chirurgici, decine di migliaia di pazienti assistiti ambulatorialmente. Queste, in sintesi, sono state le attività di Emergency nei suoi primi sette anni di vita. Questo è il documento di riconoscimento di una delle organizzazioni che in questo momento, sta lavorando nel tentativo di aiutare quei civili che "purtroppo inevitabilmente", come ha detto il presidente Bush, subiranno le conseguenze di una guerra che molti considerano inevitabile.

Emergency è una associazione di medici che hanno deciso di offrire un aiuto concreto alle vittime civili della guerra. Con un’efficace espressione inglese, l’associazione si sottotitola "Life support for civilian war victims", dove life support è anche il nome dei macchinari che sono in grado di mantenere in vita una persona quando le sue funzioni vitali sono in crisi. Ogni giorno i medici di Emergency visitano, operano e curano decine di persone: ciascuno di questi pazienti ha un nome, una vita, una storia e delle aspettative per il futuro. E ha vissuto il dramma di chi nel proprio quotidiano, nel tentativo incolpevole di avere una vita "normale", diventa vittima civile della guerra.

A queste attività si affiancano anche quelle di sensibilizzazione e di informazione che Emergency svolge in Italia. Corsi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione. E’ curioso che la prima voce tra quelle inserite nella pagina "Come aiutarci" del sito internet di Emergency, non parla di versamenti in denaro, ma di "Educazione alla pace" e contiene un invito a seguire quello che accade ai nostri simili, e a sensibilizzare e coinvolgere le altre persone su questi temi. Nel tentativo di creare quel movimento di consapevolezza che è la prima causa di sconfitta della guerra.

Emergency è, come abbiamo detto, attiva anche in Afghanistan, e in questi giorni si sforza di realizzare gli interventi di primo soccorso necessari per aiutare le persone colpite dai bombardamenti inglesi e americani. Già nel marzo 1999 un team di Emergency si recò a Charikar, cinquanta chilometri a nord di Kabul, oltre la linea del fronte, per effettuare un sopralluogo sulla condizione sanitaria del paese e valutare la necessità di un intervento. «Si sapeva che le condizioni erano drammatiche – si legge nel sito di Emergency – ma la realtà ha superato ogni immaginazione: il ventennio di guerre ininterrotte ha ridotto la popolazione allo stremo: qui manca tutto, manca l’acqua, il cibo, i medicinali, i medici, manca l’elettricità, manca una rete stradale. Da anni mancano le vaccinazioni». Emergency si trova a testimoniare suo malgrado le distruzioni portate dai bombardamenti talebani, e, dopo vari interventi di emergenza, decide nell’agosto del 1999 di costruire il primo ospedale nel villaggio di Anabah. A metà dicembre iniziano le attività cliniche e i primi interventi chirurgici.

La drammatica situazione renderà ben presto indispensabile aprire un nuovo centro a Kabul: viene scelta come sede un ex "giardino d’infanzia" abbandonato. Edifici esistenti e terreno sono messi a disposizione di Emergency dopo complicate trattative con i ministeri della sicurezza sociale e della sanità. Nel gennaio 2001 questi lavori sono conclusi. Conclusa e formalizzata anche un’intesa con il governo, che garantisce l’autonomia di Emergency nella conduzione sanitaria, organizzativa ed economico-finanziaria dell’ospedale.

Durante i lavori nell’ex asilo infantile, un’enigmatica "casetta" ha suscitato la perplessa curiosità del personale internazionale di Emergency presente a Kabul. Le persone del posto hanno spiegato che si trattava di un "monumento", eretto in ricordo di cinque bambini uccisi, in questo asilo, da un razzo. È diventato il simbolo, l’insegna di questo ospedale. Dice il senso della sua esistenza.

Leggi   San Francisco avrà un nuovo memoriale dedicato ad Harvey Milk

Oggi Emergency invia le sue strutture di primo soccorso mobili in tutto il territorio afgano, affrontando situazioni spesso rischiose non solo a causa del pericolo di bombardamenti, ma anche perché opera in maniera autonoma rispetto al governo dei talebani, creando un movimento umanitario indipendente che può a volte avere difficoltà con un regime così irrazionale e fondamentalista.

Per scoprire e per sostenere le attività di Emergency visita il sito www.emergency.it.

Discuti di questo argomento nel forum.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...