La Regione Lombardia contro i sindaci e le trascrizioni dei matrimoni

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Ancora una iniziativa di NCD contro le coppie gay. Intanto, Roma e Bologna resistono.

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Il capogruppo NCD in Lombardia, Luca del Gobbo

Il capogruppo NCD in Lombardia, Luca del Gobbo

È una guerra tutta del Nuovo Centro Destra, quella contro le trascrizioni dei matrimoni egualitari celebrati all’estero. Nello scontro frontale tra i sindaci e il ministro Alfano, adesso si insinua anche la Regione Lombardia che su iniziativa proprio del partito del vicepremier, ha approvato una mozione in cui si “diffidano” i sindaci dei comuni lombardi a procedere alle trascrizioni perché “in palese contrasto con la legge” e si invitano, coloro che le hanno già fatte, a cancellarle. Ma c’è di più. Il consiglio regionale, nello stesso documento approvato, sollecita il Parlamento “ad affrontare e dirimere definitivamente la questione delle unioni civili, garantendo al contempo il rispetto dell’articolo 29 della Costituzione e il valore dell’istituto della famiglia naturale fondata sul matrimonio“. Per Luca Del Gobbo, capogruppo NCD alla regione Lombardia e promotore della diffida, i sindaci starebbero portando “avanti battaglie ideologiche, con lo scopo di evitare il dibattito politico sul tema delle unioni civili e la tutela del matrimonio”.

La consigliera M5S Iolanda Nanni

La consigliera M5S Iolanda Nanni

“Si tratta dell’ennesimo atto demagogico – è il commento della consigliera regionale del M5S Iolanda Nanni -. Peraltro, la trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero da parte dei Comuni non è materia di competenza regionale”. Per sostenere la propria tesi, gli estensori della diffida fanno riferimento alla sentenza 138 del 2010 della Corte Costituzionale, dimenticando “di richiamare che proprio la stessa Corte Costituzionale, nella medesima sentenza da loro citata – si legge in una nota del M5S -, ha sentenziato che le unioni omosessuali devono avere riconoscimento e tutela giuridica, richiamando il Legislatore ad intervenire in merito. I Sindaci che hanno deciso di trascrivere i matrimoni omosessuali contratti all’estero stanno quindi attuando una forma di tutela giuridica, seppur sostanzialmente simbolica, delle famiglie omosessuali”. “Le famiglie omosessuali esistono – continua – Nanni -, e sono una realtà fondata sull’amore e la solidarietà, esattamente come le famiglie eterosessuali: gay e lesbiche esistono, ed esistono le loro famiglie: che la maggioranza bigotta e piena di pregiudizi di questa Regione, se ne faccia una ragione!”.

Intanto non si placano le acque sui due fronti caldi della questione trascrizione: Roma e Bologna. Il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, ha fatto sapere di avere presentato ricorso al TAR contro l’ordinanza del prefetto che impone le cancellazioni . “Vogliamo comprendere se effettivamente le indicazioni date dal ministro dell’Interno al prefetto di Roma hanno un valore giuridico” ha dichiarato Marino. Intanto, però, il Tribunale Amministrativo del Lazio, ha risposto negativamente alla richiesta di sospensione presentata da due delle sedici coppie romane. “Siamo totalmente fiduciosi dell’esito positivo che avrà la vicenda in sede giudiziaria – ha commentato il presidente del Circolo Mario Mieli Andrea Maccarrone – perché stiamo conducendo una giusta battaglia di parità, dignità e laicità.Nessuna persona di buon senso può veramente pensare che le trascrizioni dei matrimoni omosessuale celebrati all’estero costituisca un problema di ordine pubblico”.

Stessa resistenza a Bologna, dove dopo l’ordinanza di ieri , il sindaco Virginio Merola ha fatto sapere che non intende arrendersi. “Dovranno commissariarmi” ha dichiarato, ribadendo la sua intenzione di procedere con le trascrizioni e ignorare l’ordine prefettizio.

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