La Russa: “Introdurre il no ai matrimoni gay nella Costituzione”

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L'ex ministro alza il tiro sui diritti civili con una proposta di riforma costituzionale

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Il divieto di riconoscere il matrimonio per le coppie gay dovrebbe essere introdotto nella Costituzione. E’ il contenuto di un disegno di legge che porta la firma di Ingazio La Russa (Fratelli d’Italia). “La Repubblica – si legge nel testo che dovrebbe modificare l’art. 29 della Carta – riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio contratto tra persone di sesso diverso”. In un altro punto della proposta si prevede che l’adozione sia consentita solo alle coppie unite in matrimonio, escludendola di conseguenza le coppie di fatto, gay e non. L’ex ministro, noto per le sue posizioni anti-gay, ha spiegato che il disegno di legge costituzionale dovrebbe eliminare ogni dubbio su alcune interpretazioni normative. Un attacco non solo alla comunità lgbt, ma anche a tutti quei sindaci che stanno approvando il riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero. Secondo La Russa, infine, si deve adottare una norma ordinaria per riconoscere molti diritti alle coppie di fatto, escludendo però la reversibilità delle pensioni, posizione già espressa dal ministro Alfano, ex compagno di partito di La Russa.

Nei giorni in cui s’è vista minacciare la sospensione del DDL Cirinnà in commissione giustizia del Senato e in cui un emendamento alla riforma del Senato approvato ieri a scrutinio segreto conferisce all’assise di Palazzo Madama competenze sui temi etici, il centro destra alza il tiro sul riconoscimento dei diritti civili alle persone lgbt.

Una proposta, quella di La Russa che, secondo il Circolo Mario Mieli di Roma, alza il velo su uno degli argomenti che i detrattori del matrimonio egualitario usano più di sovente, ovvero la presunta incostituzionalità. Che necessità ci sarebbe, se così fosse, di modificare la Costituzione per inserire il divieto? “Si conferma – dichiara il presidente del Mario Mieli Andrea Maccarrone – la volontà di bloccare qualsiasi avanzamento sul tema dei diritti civili e ogni tentativo di modernizzazione del Paese. È ormai evidente il disegno di alcune correnti politiche che vorrebbero avvicinare l’Italia all’Est Europa omofobo che, come emerge da un recente sondaggio UE , costituisce ormai un vero e proprio blocco alternativo all’Europa promotrice dei diritti civili e di politiche di libertà e uguaglianza”.

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