La Sicilia boccia il ddl su unioni civili. Concia: “Grave”

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La commissione Affari Istituzionali del parlamento siciliano dice no alle unioni civili. La destra esulta, il promotore Apprendi (Pd) pensa ad un altro testo e a Catania si...

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"Un fatto grave". Così Anna Paola Concia definisce la bocciatura da parte della commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea Regionale Siciliana del ddl sulle unioni civili.

"L’Assemblea siciliana poteva dare un segnale importante al paese – commenta l’onorevole del Pd -, approvando una legge che riguarda la vita concreta di migliaia di cittadini omosessuali, riconoscendo diritti, come per esempio nel campo della sanità e dell’assistenza, che oggi vengono cinicamente negati alle coppie gay. Ancora una volta, trincerandosi dietro un inesistente attacco alla famiglia tradizionale, si è persa un’occasione importante per iniziare a costruire un paese più civile e moderno".

La bocciatura, giunta dopo il primo "no" incassato dal testo in aula, è stata però accolta con favore dal centro destra siciliano, Pdl in testa.

"Dopo il primo voto contrario dell’aula, finalmente arriva la definitiva bocciatura del ddl sulle unioni civili da parte della commissione Affari istituzionali – è il commento soddisfatto di Giovane Italia, l’organizzazione giovanile del Pdl -. È la nostra vittoria in quanto Giovane Italia, per oltre un anno, ha condotto una battaglia politico-culturale contro questo ddl che voleva equiparare la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e le unioni gay".

Per Salvino Caputo, onorevole regionale del Pdl, la bocciatura riconosce "in maniera intangibile il valore della famiglia naturale garantita dalla Costituzione. Spero che questa ultima decisione del Parlamento metta la parola fine a una serie di iniziative che hanno avuto solo il significato di inutili forzature".

Ma i promotori della legge non si arrendono e sono decisi a proseguire la loro battaglia presentando un altro disegno dilegge sullo stesso tema. Certo, per Pino Apprendi, onorevole del PD e primo firmatario del ddl, la commissione ha voluto darsi "un profilo oscurantista" perché "il ddl, altro non prevede che il riconoscimento di diritti basilari che sono confermati anche con sentenze della Corte Costituzionale. La commissione fa prevalere principi ideologici carichi di egoismo, in nome di una posizione clericale che deve essere superata". E se all’Assemblea Regionale la battaglia sembrerebbe non essere chiusa, si apre anche un versante cittadino sulle coppie di fatto.

Il presidente del Comitato Arcigay di Catania, Giovanni Caloggero, infatti, ha chiesto in una lettera inviata al sindaco Raffaele Stancanelli di attivare il Registro delle Unioni Civili "ponendo la nostra città dentro il contesto civile dell’eurozona e alla pari degl i altri comuni italiani che hanno già dimostrato la loro sensibilità in merito". "Riteniamo non ulteriormente procrastinabile – afferma Caloggero – questo atto di civiltà, peraltro richiesto oltre che dalle sopra citate corti, anche dai principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, e chiediamo ai gruppi consiliari di volersi attivare prontamente per il recepimento della presente istanza".

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