LA SPAGNA SCATENA LA POLEMICA

di

Il Parlamento spagnolo approva le nozze gay? E in Italia si scatena il putiferio. La destra chiede alla sinistra di schierarsi. La sinistra punta al PaCS. E i...

656 0

PISA – Se l’approvazione – non definitiva ma in prima lettura – di un intervento legislativo sul matrimonio omosessuale da parte del Parlamento spagnolo suscita una tale ridda di reazioni nel mondo della politica italiana, cosa accadrà quando si comincerà a parlarne seriamente anche da noi? Se lo devono essere chiesti anche gli esponenti della sinistra italiana, che oggi, davanti alle critiche e alle provocazioni del centrodestra, si sono affrettati a precisare che di nozze omosex in Italia non se ne parla nemmeno. Puntiamo al PaCS tutt’al più. E già sarebbe grasso che cola…
A sollecitare le reazioni della sinistra è stato Luca Volontè, capo gruppo dell’Udc alla camera dei Deputati: «Saremmo curiosi, come moderati del centro destra, di capire quello che Romano Prodi, Francesco Rutelli e Piero Fassino pensano delle unioni gay approvate e riconosciute del governo socialista spagnolo» ha affermato. A lui si è aggiunto Maurizio Lupi, responsabile territoriale di Forza Italia, che pensa che quella spagnola sia «una legge che nega il valore stesso della famiglia». E Francesco Cossiga sostiene che «è dovere di Romano Prodi dare sollecitamente una risposta in proposito, data la sua qualità di leader de l’Unione e di candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri». Cossiga giudica l’approvazione del provvedimento spagnolo un fatto «grave per la tradizione storica, culturale e religiosa della Spagna e per l’identità stessa dell’Europa».
Così mentre Francesco Rutelli, presidente della Margherita, precisa che «sulle unioni gay credo che si debba far riferimento all’articolo della Costituzione sul matrimonio, che è molto chiaro e definisce il concetto di matrimonio», tocca a Franco Grillini, parlamentare dei Ds e presidente onorario di Arcigay, rispondere alle provocazioni: «Dopo la grande vittoria parlamentare sui diritti delle coppie gay in Spagna – afferma – si scatenano reazioni scomposte da parte di alcuni esponenti della destra italiana che cercano di strumentalizzare la vicenda spagnola non per fare autocritica sulle proprie posizioni omofobe e illiberali ma per un penoso tornaconto nella politica italiana». Il deputato Ds ricorda che «in Italia, oggi, è in discussione una proposta molto più moderata di quella approvata ieri in Spagna. In Parlamento in Commissione Giustizia è in corso la discussione sulla proposta del Pacs, il Patto Civile di Solidarietà sul quale non solo esiste un ampio accordo dentro il centrosinistra, ma anche un ampio consenso nel paese. Ci piacerebbe che i vari Volontè, Lupi, Giro si pronunciassero sui diritti delle famiglie di fatto, diritti che riguardano milioni di italiani che valuteranno la posizione delle forze politiche anche su questi temi per esprimere il proprio voto alle prossime elezioni».
A sostenere la sua posizione c’è Livia Turco (alla quale una parte del movimento non ha ancora perdonato di aver bloccato la discussione sul PaCS quando era ministro delle pari opportunità nel governo di centrosinistra). La responsabile dei Ds per il welfare definisce il “Patto civile di solidarietà” «un ottimo progetto che non pone al centro il dibattito sulla modifica della Costituzione». Perciò la Turco non consiglierebbe a Prodi di seguire l’esempio spagnolo; piuttosto, «la velocizzazione dei divorzi è uno strumento utile».
In un’intervista a Repubblica anche Margherita Boniver dice di non essere favorevole al matrimonio per i gay. «Vorrei che nel nostro Paese – continua il dimissionario sottosegretario agli Esteri – venissero tutelate le coppie di fatto, comprese quelle omosessuali. E sono molto rattristata dal fatto che la legge che le difende sia ferma in parlamento. Mentre il matrimonio non viene invocato nemmeno dai gay stessi». La Spagna è più avanti, dice la Boniver, forse perché lì «c’è meno soggezione delle gerarchie ecclesiastiche».
Ma qualcuno che approva l’operato di Zapatero c’è. Titti De Simone, capogruppo di Rifondazione Comunista in Commissione Cultura alla Camera e segretaria nazionale di Arcilesbica ricorda che «il Parlamento europeo ha già posto da tempo l’attenzione sulla necessità che le persone omosessuali possano accedere al matrimonio o ad un diritto equivalente». «Mi auguro – prosegue la De Simone – che l’Italia non resti, come al solito sul tema dei diritti, il fanalino di coda dell’Europa. Lo scontro ideologico che nel nostro Paese ha frenato, e ancora frena, l’approvazione di una legge sul riconoscimento sulle coppie di fatto non riuscirà, però, a fermare il processo sociale e civile già in atto».
Un plauso alla Spagna arriva da Bobo Craxi che precisa che la «coraggiosa scelta del governo spagnolo» non è una «sfida provocatoria nei confronti della morale comune o di quella religiosa, bensì di una sostanziale presa d’atto delle condizioni di subalternità in cui hanno convissuto e convivono milioni di uomini e donne nel nostro continente».
«Mi auguro che la legislazione italiana – precisa il vice segretario del Nuovo Psi – sappia tener conto di quanto accade nella vicina Spagna e che questo scorcio di legislatura possa porre le basi per un’approvazione della proposta di legge promossa da parlamentari di diverso orientamento politico, ma di comune visione liberale e progressista in materia di diritti civili».
E se per il deputato dei verdi Mauro Bulgarelli «il pacchetto di riforme varato ieri dal Congresso spagnolo costituisce un nuovo importante passo sulla strada delle riforme sociali e dei diritti civili», anche per Paolo Beni, presidente dell’Arci, l’approvazione da parte del parlamento spagnolo della riforma del codice civile «è un passo importante per i diritti civili, una conquista democratica del popolo spagnolo ed uno stimolo per tutta l’Europa»
Da parte sua Arcigay punta al “Pacs Day del 21 maggio” quando «in Campidoglio le coppie di fatto sottoscriveranno il Patto Civile di Solidarietà di fronte a consiglieri comunali provenienti da tutta Italia». Lo afferma Alessandro Zan, responsabile Pacs Arcigay, auspicando che «al più presto il Parlamento italiano approvi la legge sul Pacs riconoscendo le radici laiche del nostro ordinamento». Lo slogan, conclude Zan, è: «’Coppie di fatto di tutta Italia unitevi in Pacs!’ perché il nostro sogno è che, anche in Italia, si possa assistere alla grande mobilitazione avvenuta nel Massachusset lo scorso anno dove tantissime coppie, che attendevano in fila fuori dal Comune, chiedevano che venisse tutelata la loro unione».
Ovviamente fioccano invettive da parte del mondo cattolico. La Conferenza episcopale spagnola ha operato una dura presa di posizione contro il “Disegno di legge di Riforma del Codice Civile” approvato ieri in Spagna. «Non è giusto che due persone dello stesso sesso pretendano di sposarsi – affermano i Vescovi – Che le leggi li ostacolino non suppone alcuna discriminazione. Invece sarebbe ingiusto e discriminatorio che il vero matrimonio fosse trattato come un’unione di persone dello stesso sesso».
Per il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente della Consulta etico-religiosa di AN e responsabile nazionale del partito per le politiche della famiglia, Zapatero «rappresenta in Europa il peggio della cultura laicista», perché «in omaggio all’anticlericalismo e al relativismo etico più spinto, sta proseguendo inesorabile l’opera di demolizione dell’edificio morale spagnolo».
E persino il Moige, per bocca del suo presidente nazionale Maria Rita Munizzi, riferendosi soprattutto alla norma che equipara le coppie omosessuali a quelle eterosessuali nell’abito dell’adozione, giudica la legge approvata dalla Spagna «un’offesa verso i genitori e un atto irresponsabile nei confronti dei minori». «Non posso nemmeno pensare come – prosegue – per fare gli interessi di una piccola minoranza, si arrivi a privare i minori del diritto di avere un padre e una madre». Dello stesso parere la Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia, Maria Burani Procaccini (FI), secondo la quale le adozioni gay vanno contro lo spirito della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia adottata dall’ONU a New York che all’articolo 21 chiede agli stati membri di accertarsi che l’interesse superiore del fanciullo sia la considerazione fondamentale in materia di adozione.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

Leggi   A Barcellona arriva Fetiches, una mostra ad alto tasso erotico
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...