La trans diventata campionessa di arti marziali fa coming out

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Per tutti, nel suo ambiente, è sempre stata una donna. Dopo l'operazione di sei anni fa, le arti marziali diventano la sua vita e lei, Fallon Fox vive...

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Negli ultimi sei anni, ovvero da quando si era sottoposta all’operazione per la riassegnazione del genere, nessuno aveva mai messo in dubbio che Fallon Fox, campionessa di arti marziali miste, fosse una donna, ma lei sapeva che prima o poi il suo passato sarebbe venuto fuori e che tutti avrebbero saputo che, in realtà, era nata uomo.

Fino a quando, una sera, dopo l’ennesima vittoria arrivata a 39 secondi dall’inizio della gara, il telefono suona e dall’altra parte un giornalista che aveva saputo tutti inizia a fare domande. E’ ora del coming out, ormai inevitabile.

“In questi ultimi sei anni – ha raccontato l’atleta ad OutSports – la gente mi ha vista come una donna, non come una transessuale. In palestra, le persone con cui mi alleno, è stato meraviglioso. Sono una donna per loro e non voglio che questo cambi, ma purtroppo è così che deve andare”.

Una storia non facile quella di Fallon, rifiutata dalla madre e costretta dal padre a seguire una terapia riparativa in cui il presunto terapeuta doveva prima convincerla di essere gay per poi convincerla che poteva tornare etero, un uomo etero. Ma lei sapeva benissimo di essere una donna intrappolata in un corpo da uomo e, tagliati i ponti con la famiglia, inizia la sua transizione. Come tanti, prima gli ormoni, dieci anni fa, e poi l’intervento, sei anni fa.

Ora, a 36 anni compiuti è una donna da tutti i punti di vista, non solo mentale e psicologico, anche fisico e legale. Ed è così che ha iniziato la sua carriera di lottatrice, diventata la sua ragione di vita. Ora sogna le Olimpiadi alle quali, tecnicamente, può partecipare senza ostacoli, dato che ha tutti i requisiti richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale per gli atleti transgender.

E pur sapendo che il momento della verità sarebbe prima o poi arrivato, non pensava che sarebbe accaduto così presto. E ora teme che qualcosa cambi, negli sguardi delle persone con cui si allena, nell’atteggiamento delle avversarie che potrebbero avanzare qualche pretesa di irregolarità sostenendo che, essendo nata uomo, le sue caratteristiche fisiche innate la avvantaggerebbero rispetto alle altre. Ma lei è sicura di sé: “Dopo dieci anni di terapia ormonale e a sei anna dall’operazione – dice – tutto in me è femminile”. Del maschio che era non è rimasto davvero nulla.

Adesso la sua storia è al centro di un documentario che uscirà a breve negli States. Di seguito un’anticipazione.

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