La vera moda dei gay italiani, le pinzette

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Le mode prima di diventare popolari e mainstream anche presso la popolazione eterosessuale passano prima attraverso l'elaborazione concettuale della comunità gay. Come la barbara moda delle pinzette

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Noi italiani godiamo all’estero di un grande successo. Me ne accorgo ogni volta che mi capita di incontrare uno straniero. Appena però si rendono conto della nostra nazionalità (cosa che solitamente accade perché siamo vestiti con un minimo di criterio in più rispetto alla semplice giustapposizione casuale di indumenti o perché comunichiamo tra di noi con lo stesso tono di voce con il quale riuscirebbero a sentirci anche esseri alieni in transito sulle loro astronavi ai confini di Orione), ci fanno sempre le solite tre domande.

Tre grandi casi italici del tutto incomprensibili per le popolazioni straniere: 1- perché abbiamo eletto Berlusconi; 2- perché viviamo fino a tardi con i nostri genitori; e poi la più imbarazzante a cui rispondere: 3- perché i gay (ma siamo onesti, anche parecchi etero) sono pinzette-dipendenti.

Intervistati personalmente alcuni di questi scellerati estirpatori, la motivazione che mi sono sentito replicare da quasi tutti è stata: "Lo faccio per dare più luce allo sguardo", che se lo dicesse una ventenne iraniana costretta a farlo per distinguersi dai coetanei di sesso maschile potrebbe anche essere una buona scusa, ma pronunciata da un maschio trentenne che di professione fa l’avvocato o il contabile in un ufficio comunale rende la sua giustificazione più imbarazzante dell’atto in sé, e a quel punto stai fresco a spergiurare di essere attivo e che nel tuo iPod hai solamente canzoni degli Iron Maiden.

Il malcostume delle ali di gabbiano, sarà una mia impressione, è in forte espansione nonostante sia una caratteristica più schifata del gesticolare, come se si avessero delle molle al posto dei polsi, dell’andatura ondivaga di chi confonde la strada con una passerella o del conversare tre ottave sopra al tono baritonale che ci si aspetterebbe naturalmente da un uomo. Conoscete infatti qualcuno a cui piaccia rimorchiarsi uno spinzettato compulsivo? Io no. Ma allora, come gridava il povero Marco Masini, perché lo fai?

Quale deformazione dello specchio, quale lusinga falsa di amici invidiosi, quale affezione da dismorfofobia può portarti a far ciò, pur consapevole che se c’è qualcosa che polverizza l’erotismo di un gay all’istante è proprio questo. Che poi, passi una leggerissima sfoltita, ma in giro si vedono ragazzi che hanno optato per la quasi totale ablazione delle sopracciglia, spesso frutto della loro presunzione nel voler operare da soli in casa piuttosto che affidarsi alle mani (auspicabilmente) sapienti di un’estetista.

Ma io che parlo, ho la coscienza pulita? Ovvio che no. Anche io a suo tempo fui sedotto dall’oscuro desiderio di dare una "pulitina" alle sopracciglia, ritrovandomi a fine operazione con qualcosa che era assai simile a una rara forma di alopecia localizzata che mi espose alle più infamanti, quanto meritate, prese per il culo, anche da mia madre. È cosa risaputa, le mode prima di diventare popolari e mainstream anche presso la popolazione eterosessuale passano prima attraverso l’elaborazione concettuale della comunità gay, e sebbene l’ossessione per Madonna non abbia mai fatto breccia tra i maschi, di quel tipo che con le donne non ci escono solo per fare shopping e altrimenti noti come "etero", la barbara moda delle pinzette, al contrario, è stata condivisa e più che ben accolta anche da loro.

Io sono nato a Centocelle, un quartiere che sta a Roma come il Bronx a New York, e vedere orde di manzi che non beccano un congiuntivo neppure se glielo imprimi a fuoco nel cervello, rozzi come la terra brulla delle steppe siberiane ma con uno sguardo da principessa Disney incorniciato da sopracciglia disegnate da Walt in persona è una delle scene più raccapriccianti che mi siano mai capitate di vedere. E se qualcosa deve gravare sulla coscienza dei gay, piuttosto che la paventata omosessualizzazione della società che, secondo alcuni "illustri" teorici del complotto degli idioti, vorrebbe portare all’estinzione del genere umano, è semmai proprio questo: il sistematico e irragionevole sterminio delle sopracciglia maschili. 

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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