Latina: ancora un No per la coppia gay di sposi

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Confermato il No alla richiesta di riconoscimento di un atto matrimoniale rilasciato in Olanda. Ma i due non si danno per vinti e ricorreranno in appello.

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LATINA – Il Tribunale di Latina ha oggi confermato il diniego di trascrizione in Italia dell’atto di matrimonio civile regolarmente ottenuto da Antonio Garullo e Mario Ottocento all’Aja. In un primo momento la loro richiesta era stata rigettata perché ritenuta “contraria all’ordine pubblico”. Nella sentenza di oggi si legge che “Allo stato dell’evoluzione della società italiana il matrimonio tra persone dello stesso sesso contrasta con la storia, la tradizione, la cultura e la comunità italiana, secondo una valutazione recepita dal legislatore e trasfusa nelle norme di legge sia di rango costituzionale che ordinarie”. Secondo il Tribunale inoltre “non esiste alcun trattato, convenzione europea, regolamento comunitario o norma di diritto internazionale che impongano l’automatico riconoscimento di atti formati all’estero.”

“In un certo senso ci siamo resi conto che le argomentazioni delle controparti, ovvero Comune, Procura della Repubblica e Avvocatura Generale dello Stato, erano praticamente delle fotocopie” ha detto Antonio Garullo a Gay.it. “Speravamo che potessero avere un po’ più coraggio. Secondo noi hanno perso una buona occasione, mancando totalmente di vedere quello che si muove nella società italiana. C’è una totale chiusura sulla questione.”

Cosa succede adesso? “Naturalmente non ci fermiamo. Col nostro avvocato Alessandro Mariani lavoriamo subito per l’appello da presentare alla Corte d’Appello di Roma, ci sono dieci giorni di tempo utile. Il nostro obiettivo ultimo è sempre quello di portare il nostro caso alla Corte Europea dei diritti umani. La corte di Latina in realtà poteva direttamente rimettere il caso a quella europea, ma chiaramente si è guardata bene dal farlo, hanno preferito prendere tempo. Ma questa era solo la prima battaglia, siamo solo all’inizio…”.

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