LE CITTA’ DELL’AMORE GAY

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Ecco una mappa dei Comuni italiani in cui esistono i registri per le unioni civili. Iniziative che vanno incoraggiate: coppie gay, iscrivetevi!

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Clicca qui per la mappa dei registri delle unioni civili

Venticinque comuni che si sono dotati, in varie forme, di strumenti di tutela delle unioni affettive, anche quelle composte da persone dello stesso sesso. Dieci amministrazioni comunali che si sono ufficialmente espresse contro la discriminazione delle coppie omosessuali. E tre "pecore nere" che hanno invece ufficialmente respinto la proposta di registro. E’ questo il primo quadro d’insieme che si può ricavare dalla mappa – provvisoria, aspettiamo tutte le vostre segnalazioni – delle unioni civili in Italia, realizzata dalla redazione di Gay.it con Andrea Benedino e Franco Grillini di Arcigay.

Da un rapido sguardo alla mappa si possono subito cogliere alcune indicazioni principali. Non c’è alcuna tutela delle coppie gay nei comuni del sud. Sono invece moltissime le città e cittadine toscane dotate di uno strumento come il registro delle unioni affettive. E pesa l’assenza clamorosa di tutti i grandi comuni dalla mappa, ad esclusione di Bologna e Firenze.

Occorre anche precisare che non tutti comuni hanno predisposto uguali strumenti: si va dalla situazione di Pisa, prima città ad approvare il registro, che consente alle coppie gay persino di entrare in graduatoria per le case popolari, a quella di Gallarate, dove non si va oltre una iscrizione dello stato di famiglia comune all’anagrafe.

Ma ciò che conta è che gradualmente le coppie gay in Italia escono allo scoperto: «Dalla consultazione della mappa che faticosamente stiamo preparando, si può capire che chi afferma che in questi anni non è stato fatto niente, ha completamente torto – afferma Franco Grillini, presidente onorario Arcigay e fautore di molte battaglie che hanno portato all’approvazione dei registri – Sarebbe bello riuscire a completare il quadro raccogliendo, oltre a tutti i registri delle unioni affettive, anche tutti i comuni che hanno approvato mozioni o hanno intrapreso ogni tipo di azione a favore delle politiche degli omosessuali (penso a mozioni a favore della lotta alla discriminazione, a convenzioni stipulate con i circoli locali per la lotta all’Aids o per la gestione di biblioteche, ecc.). In questo modo si potrebbe capire che è stato fatto un lavoro davvero gigantesco, nonostante le opposizioni, espresse in varia maniera, di esponenti del centro-destra e delle gerarchie ecclesiastiche».

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