LE COPPIE GAY CI SONO

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Grande manifestazione di visibilità a Roma sabato scorso per il PaCS Day. Decine di unioni celebrate simbolicamente per rivendicare la tutela legale. In un tribudio di reporter.

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ROMA – La celebrazione simbolica del Pacs, avviene a poca distanza dal luogo dove qualche settimana fa due giovani omosessuali sono stati aggrediti da un gruppo di omofobi di destra. Si tenevano per mano e per quegli scapestrati quel gesto di affettività è scandalo se fatta dai gay.

Così, sabato mattina, con un sole balneare e via del Corso calpestata da migliaia di turisti, coppie di donne e uomini vagavano lisi e sorridenti in attesa dell’evento in piazza San Lorenzo in Lucina. Ad attenderli un banchetto cerimoniale e una selva di telecamere e fotoreporter. Si celebra il Pacs Day, officiato da consiglieri comunali e regionali omosessuali, adornati di fascia arcobaleno. Il rito previsto per una trentina di coppie finisce per coinvolgerne quasi 60, tra cui una giovanissima coppia eterosessuale. «Oggi – dice un radioso Vanni Piccolo – abbiamo la conferma che i tempi sono maturi per dare legalità alle coppie di fatto ed è una enorme balla quando qualcuno si azzarda a dire che questo Paese non è pronto. E poi, l’obbligo di un politico è convincere l’opinione pubblica ad accettare queste libertà che maturano l’Italia».

Arrivano i Radicali, Katia Belillo, Luigi Manconi, curiosi che tentano di farsi inquadrare dalle televisioni. Le coppie dicono il loro sì, si scambiano anelli, collanine, oggetti simbolici; due ragazzi che vivono insieme da 25 anni si abbandonano alla commozione e non sono i soli. Andrea, ventenne, arriva da Bologna, tiene per mano una calle bianca, l’altra stringe quella del suo innamorato: «Oggi si celebra l’amore: una goccia di miele per noi che restiamo apolidi per i legislatori italiani», dice. Andrea Benedino, Sergio Lo Giudice, Enzo Foschi, Alessandro Zan e altri consiglieri si alternano al tavolo dove, dopo la lettura della formula del Pacs, le coppie firmano l’atto e vengono inghiottiti dai taccuini dei colleghi pronti a registrare emozioni e dichiarazioni politiche.

Il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice è chiaro: «Abbiamo voluto questa manifestazione, proprio per mostrare il soggetto specifico interessato. Le coppie omosessuali non sono una realtà virtuale, per questo pensiamo che il Pacs va fatto, che sia la madre di tante altre battaglie per i movimenti GLBT e oggi, tutta questa gente, tutte queste coppie che attendono in fila un simbolico gesto istituzionale alla loro affettività ci rassicurano sul fatto che le nostre ragioni sono le ragioni di una forte maggioranza di questo Paese».

Terminate le celebrazioni, le coppie attorniate da amici e curiosi si dirigono in Campidoglio; posano tutti insieme sulla grande scalinata, a uso e consumo dei media; tantissimi non riescono a entrare nella Sala del Carroccio, dove si svolgono i saluti delle organizzazioni gay e le testimonianze d’amore di alcune coppie.

E’ la seconda volta in due giorni che la bellissima sede del governo della città è invasa dagli omosessuali. Venerdì pomeriggio alla Sala della Protomoteca, si sono celebrati i 20 anni di vita di Arcigay.

Ne hanno parlato al tavolo della presidenza Franco Grillini, Fabrizio Marrazzo, Nicola Zingaretti, capogruppo delegazione italiana PSE; Riccardo Gottardi di Ilga Europe; Giovanni Pugliesi, presidente Commissione Nazionale Italiana Unisco; Aurelio Mancuso, segretario Nazionale Arcigay; l’editore Fabio Croce. Tantissime le testimonianze di attivisti vecchi e nuovi, di politici che hanno portato i loro auguri, di Vanni Piccolo che, dopo aver raccontato la sua liberazione sessuale tra camping gay e militanza politica, ha indicato una porta che si apre alle sue spalle regalando ai presenti l’ingresso di una enorme torta. In sala visi giovani, di emeriti sconosciuti, di tanti che conosciamo per il loro impegno nelle lotte gay, come Mattia Boschetti che, nonostante il successo in un talk show commerciale continua ad appassionarsi alle nostre battaglie.

Franco Grillini, racconta il significato di questa festa: «I ricordi superano questo ventennale. Arcigay nazionale compie 20 anni, ma la storia inizia nel 1980, a Palermo, con la nascita del primo circolo Arcigay; sono anni in cui si discute animatamente su come fare in modo che la comunità omosessuale abbia un peso: Questo obiettivo oggi è stato raggiunto: siamo visibili, ascoltati, è nell’agenda politica di tutti i partiti; anche stamani Piero Fassino, al Consiglio Nazionale dei Ds, parlando del referendum sull’inseminazione assistita, ha citato ancora una volta la battaglia per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Di strada ne abbiamo fatta davvero tanta; certo in Italia meno che altrove, da un punto di vista giuridico, ma siamo in salita. D’altra parte, è persino noioso ripeterlo, continua questo veto della gerarchia ecclesiastica a qualsiasi norma che possa scambiare, come dicono loro, il bene con il male. Per questo noi abbiamo bisogno di un grande movimento, unito il più possibile, che conquisti la maggioranza politica, quindi anche la maggioranza parlamentare come consenso sulle nostre proposte di riforma in campo giuridico». Insomma, come dicono altri intervenuti, l’interlocutore è diventato maggiorenne, ma ancora manca il salto di qualità con le istituzioni.

Allora auguri Arcigay, a noi tutti per nuove e colorate stagioni libertarie, mentre Milano si prepara al Gay Pride Nazionale, ma anche Roma, Salerno e tante città che sfileranno in festa l’orgoglio omosessuale.

A proposito di Pacs: è stata annunciata da Franco Grillini la nascita della “Lega italiana famiglie di fatto”, nell’intento di rafforzare il dialogo tra cittadini, associazioni e parlamentari.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

Foto Gaynews.it

di Mario Cirrito

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