Le Fiamme Gialle indagano sul Mieli: il commento

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Alcune considerazioni alla luce dell’inchiesta delle Fiamme Gialle sul circolo Mario Mieli di Roma

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L’articolo di Paola Faggioli lo trovi qui

Chi ha avuto in qualche modo a che fare in questi anni col movimento gay e lesbico italiano ha sentito, più o meno insistenti a seconda del grado di conflittualità interna, voci di finanziamenti pubblici a questa o a quella associazione finiti chissà dove, di soldi in qualche modo tirati via da questa o quella associazione a favore di qualche volontario molto volenteroso e molto ben pagato, di comportamenti al limite della legalità ed in alcuni casi ben oltre questa. Un “signore” del movimento, qual è Giovanni Dall’Orto, in un periodo di massima conflittualità qualche anno fa fece un giro dell’Italia associativa e, arrivato a Pisa, mi disse giustamente che non bisognava dar retta a queste voci: anche perché a dar retta a tutti, non c’era nessuno che si salvava…

Certo è che, invece, i “rumors” intorno a quelli che alcuni maligni chiamavano ormai “Mario Mieli S.p.A.” sono stati, in questi anni, i più insistenti. I mitici volontari del Mieli, ad esempio: io ne conobbi uno a Madrid e candidamente ammise di essere sì volontario, ma ben pagato. Ma anche gli incassi del Muccassassina, che sembrano essere oggetto dell’indagine. E gli incassi del Pride, sulle cui cifre a molti zeri si favoleggiava. E le tante email di protesta giunte in questi mesi a questo sito per il modo a volte spregiudicato, come qualsiasi altra discoteca commerciale, con cui si gestiva Muccassassina.

Bisogna stare attenti e molto cauti in questi casi. Primo. Nessun provvedimento definitivo è stato emesso. Traduzione: non c’è nessuna multa, anche se l’evasione fiscale sembra a questo punto confermata. Secondo. Mai buttare il bambino con l’acqua sporca. Traduzione: il Mieli avrà forse evaso il fisco e per cifre anche significative, ma resta pur sempre una importante realtà associativa italiana, che ha contribuito in maniera significativa non soltanto alla crescita della comunità gay e lesbica romana, ma anche di quella di tutto il paese. Il Pride del 2000 sta lì, a dimostrare che non tutto va gettato a mare.

Certo è che non è impossibile fare due conti. Alle serate del Muccassassina un ex dirigente del Mieli mi ha detto che ci andavano quasi sempre almeno 2000 persone, almeno da due anni a questa parte. Solo di ingressi quindi farebbero almeno 50 milioni. Aggiungendo bar e guardaroba, tale incasso sarebbe potuto arrivare anche a 80 milioni per un sabato sera. Niente male per una associazione no profit, che per essere tale però non può avere entrate così alte, che in un anno supererebbero tranquillamente il miliardo, a fronte di entrate di altra natura (finanziamenti pubblici, donazioni, quote di iscrizione) molto meno significativi.

Si apre ora un problema di trasparenza dell’associazionismo gay e lesbico italiano. Capire come e dove sono stati spesi i ‘favolosi’ incassi del Muccassassina e del Pride, su quali progetti, su quali iniziative, non è soltanto un diritto di chi all’associazione romana è iscritto, ma anche della intera comunità gay e lesbica italiana. Perché è a questa che il Mieli in questi anni si è rivolto e perché è questa che ha portato il Mieli allo strepitoso successo politico del Pride dell’anno scorso che è andato a vantaggio di tutti.

Gay.It non vuole demonizzare nessuno, nè vendicarsi di alcunchè, sia chiaro. Il dovere di informare i nostri utenti su ciò che è avvenuto viene prima di ogni cosa, così come il dovere di dare lo stesso risalto a chi, nei prossimi giorni, vorrà dare spiegazioni all’opinione pubblica gay e lesbica italiana.

Alessio De Giorgi

direttore di gay.it

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