Le paure di otto deputati: oggi l’omofobia, domani le coppie

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Otto deputati del Pdl hanno scritto una lettera ai colleghi mettendoli in guardia dal votare a favore della legge contro l'omofobia. "Si aprirebbe la strada ai matrimoni gay."

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Alfredo Mantovano, Maurizio Lupi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Barbara Saltamartini, Alessandro Pagano, Raffaello Vignali e Renato Farina hanno definito la legge contro l’omofobia «pericolosa, in sé e per gli effetti che può determinare». 

In una lettera di intenti i parlamentari spiegano che l’offesa alla persona «in quanto distruttiva di un bene personale, è essa stessa una discriminazione, al di là dell’orientamento sessuale della vittima». Il nostro ordinamento prevede un’aggravante consistente nei ‘motivi abietti’ di tali offese, nella quale sono ricomprese agevolmente «le situazioni in cui la condotta è realizzata allo scopo di offendere, a causa dell’orientamento sessuale».

Peraltro l’estensione del concetto di discriminazione può comportare il rischio di imputazione di violenza privata, aggravata perché motivata da orientamento sessuale, per «la madre che cercasse di persuadere la figlia di non sposare una persona che manifesti un orientamento ‘bisessuale’, rappresentandole i rischi per la formazione di un nucleo familiare stabile». Inoltre secondo la lettera d’intenti l’aggravante sulla base di moventi intimi (‘finalità’) «segnerebbe la tracimazione dal ‘diritto penale del fatto’ a un inaccettabile ‘ diritto penale dell’atteggiamento interiore’».

Attribuire poi «una più energica tutela penale ‘all’orientamento sessuale’», continuano gli otto deputati del Pdl, «significa attribuire all’orientamento omosessuale (l’unico orientamento sessuale che lamenta ‘discriminazioni’) non un valore in sé positivo, ma un valore maggiormente positivo rispetto ad altri motivi discriminatori» . Perciò la ‘riforma’ appare una implicita ‘premessa’ ad altri passaggi: il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali attraverso un matrimonio o un similmatrimonio; l’ammissione alla fecondazione artificiale ed all’adozione delle coppie del medesimo sesso.

Di più la lettera di intenti osserva che «con l’espressione ‘orientamento sessuale’ non si farebbe riferimento al fatto che l’esercizio in concreto della sessualità è lasciato alla libertà individuale, quali ne siano le modalità, purché non coercitive: si affermerebbe per legge che la sessualità in sé costituisce un orientamento soggettivo. E dare queste definizioni non corrisponde certamente ai compiti di uno Stato laico».

Infine Mantovano e i suoi colleghi parlamentari si dicono convinti che «ci sia tanto lavoro da compiere per superare e rimuovere le discriminazioni. A condizione che le si individui nella loro esatta realtà e consistenza», contrastando norme, che, «pur con l’intenzione di combatterle, rischiano di introdurne altre, e più pesanti».

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