Pontida, bufera sulla Lega: parcheggi rosa ma solo per donne eterosessuali ed europee

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Il sindaco Carozzi, per ora, non commenta.

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Parcheggi rosa, purché tu sia europea e eterosessuale: è bufera su Pontida, dove il regolamento approvato dall’amministrazione guidata dalla Lega sta scatenando un mare di polemiche.

Ma facciamo un passo indietro: pochi giorni fa è stato approvato – con 8 voti favorevoli e 2 contrari – un regolamento comunale per la gestione dei parcheggi. Un regolamento, firmato dall’assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia Emil Mazzoleni, che nell’articolo 4 ha introdotto la novità dei parcheggi rosa per le donne incinte e neo-mamme: i primi verranno disegnati a inizio ottobre.

Tutto nella norma, se non fosse che nel testo si legge: “Possono richiedere il rilascio gratuito di idoneo permesso risultante da tessera esclusivamente le donne appartenenti a un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un Paese membro dell’Unione Europea”. Donne incinte, dunque, purché eterosessuali ed europee. La notizia arriva proprio da Pontida, storica sede del raduno leghista (in programma domenica prossima) nella bergamasca, guidata dal sindaco della Lega Luigi Carozzi.

Gionata Ghilardi, capogruppo di Viviamo Pontida, è infuriata: “Si tratta di una scelta inconcepibile. Non riesco quasi a trovare le parole per esprimere il mio dissenso. In pratica con questa decisione qualcuno sostiene che a Pontida esistono delle donne di serie A e altre di serie B. Si può essere più cattivi?”.

Indignato anche Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd: “Un parcheggio riservato ad alcune mamme e vietato ad altre? Una mamma è una mamma che sia svizzera, cinese o africana. Il resto è schifo e vergogna. Con queste persone e idee, quale sarà il prossimo passo? I posti riservati sull’autobus? Le scuole separate? Il divieto di matrimoni misti?”.

Ad ogni modo non è l’unico passaggio deplorevole contenuto nel testo. Nelle premesse, ad esempio, si sottolinea che “Pontida intende con il presente regolamento promuovere il sostegno alle famiglie naturali, formate dall’unione di un uomo e una donna a fini procreativi, nucleo fondante della società civile”. Donna che, come si legge nell’articolo 2, è rigorosamente “un individuo umano con sesso femminile risultante dai registri anagrafici della città di Pontida”.

Il sindaco Carozzi non ha al momento rilasciato alcuna dichiarazione.

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