Legge Omofobia, Concia furiosa: “Una vergogna la bocciatura”

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La deputata del PD si scaglia contro il centrodestra che ha voluto affossare la legge. "Ora a livello internazionale ci rideranno dietro". Lunedì veglia a Montecitorio per la...

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La relatrice del disegno di legge contro l’omofobia Paola Concia (PD) è furibonda per il voto che ha bocciato il testo unificato. "Hanno avuto 959 giorni di tempo per discutere ed esaminare un provvedimento che è di soli due articoli", spiega ai cronisti che l’attendo fuori dall’aula. "E oggi hanno avuto anche la faccia tosta di venire a chiedere una proroga per poter approfondire la questione. Quando noi, però, ci siamo opposti ad un ulteriore rinvio, sono dovuti uscire allo scoperto per quello che sono: persone che dicono no ad una battaglia di civiltà, per la tutela dei diritti delle minoranze". "Peraltro – prosegue la parlamentare del Pd – si trattava di un testo che era già il frutto di una mediazione politica. È davvero una vergogna. È bene che la gente sappia la verità: il centrodestra ha detto no ad una battaglia di civiltà come quella contro l’omofobia a favore della quale si era espresso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano". "Nel mettere a punto questo testo – sottolinea – avevamo tenuto conto dell’intera legislazione europea. Ora a livello internazionale ci rideranno dietro perché siamo gli unici a non voler contrastare il reato dell’omofobia che viene invece punito severamente in mezza Europa". "In Italia, da qualche anno, siamo di fronte ad un’emergenza omofobia che allarma anche il Parlamento Europeo: centinaia i casi registrati soprattutto nei confronti dei giovani. È proprio per loro – aveva scritto ieri Paola Concia in una lettera inviata a tutti i componenti della Commissione Giustizia – che dovremmo approvare questa legge. Non solo per i giovani omosessuali, ma per tutti. Per indicare chiaramente quale paese vogliamo costruire: un paese coeso socialmente che rifiuti la violenza e la deriva dell’odio. Omofobia, razzismo e misoginia sono in realtà la stessa cosa e la paura del diverso rende tutti più poveri".

Nichi Vendola, presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dice che "Il voto di oggi in commissione a Montecitorio è un segno di incultura e di inciviltà che trattiene il nostro Paese in una dimensione premoderna nella quale non sono previsti diritti di cittadinanza per i cittadini con diverso orientamento sessuale. E’ anche il triste segno – prosegue il leader di Sel – che trattiene l’Italia in una dimensione in cui non è possibile neppure bandire quella violenza omofoba che talvolta appare legittimata persino da comportamenti e da parole diseducative che incredibilmente circolano negli ambienti istituzionali. Il mio auspicio – conclude Vendola – è che l’attuale Parlamento si renda conto di un atto così greve e volgare e lo possa ribaltare in una scelta di democrazia".

Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd, commenta il voto espresso dalla commissione Giustizia come "uno schiaffo alla civiltà di questo Paese. Il presidente della Repubblica, quello della Camera e il ministro per le Pari Opportunita’, ieri avevano auspicato una risposta chiara che invece la maggioranza oggi in commissione non ha voluto dare, rappresentando l’immagine di un Paese medievale". "La maggioranza -aggiunge Scalfarotto- ancora una volta va contro le parole del capo dello Stato ma, ancora di piu’, contro il buonsenso e contro il sentimento e la civilta’ dei cittadini italiani. Non accettare questo testo, di per se’ gia’ prudentissimo significa non compiere un piccolo ma significativo passo in avanti nel progresso di questo Paese e negare la dignita’ e la tutela dell’incolumita’ fisica a migliaia di cittadine e cittadini". "Spero che nell’esame parlamentare l’impegno delle piu’ alte cariche dello Stato e soprattutto del ministro Carfagna, che da tempo ha compreso l’importanza e la necessita’ di questa legge, sia tenuto in considerazione dalla sua stessa maggioranza. Se così non fosse – conclude Scalfarotto – sono certo che il Ministro ne trarrà le dovute conseguenze".

Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, dice l’associazione "stigmatizza la bocciatura di oggi come un fatto grave ed irresponsabile, degno del più arretrato e fondamentalista dei paesi. Non ci accontentiamo più di belle parole, che non si concretizzano poi in provvedimenti di legge. Attendiamo dal Parlamento, che probabilmente discuterà un provvedimento contro l’omofobia il 23 maggio prossimo, una spinta di orgoglio capace di eliminare da questo Paese la piaga dell’omofobia e della transfobia. A Pdl, Lega e Udc, che con il voto di oggi si allineano alla peggior destra integralista europea, chiediamo un gesto di responsabilità: accolgano l’invito del Ministro Carfagna e in aula votino a favore di una seria legge che colpisca violenza e pregiudizio. Da parte nostra  – conclude Patanè – non mancheremo di considerare tutti coloro che avversano questa norma di civiltà, ampiamente presente nella legislatura di tutti i paesi europei, ‘complici morali’ di tutti gli atti di violenza, pregiudizio e discriminazione motivata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere che dovessero ancora avvenire in Italia".

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