Legge omofobia: una relatrice lesbica e dell’opposizione

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Sarà presentata la prossima settimana in Commissione Giustizia la legge contro l'omofobia. La presidente Giulia Bongiorno sceglie come relatrice Paola Concia, deputata dell'opposizione. E lesbica.

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"Quanti episodi di violenza, aggressione, assalti dobbiamo ancora subire perché il Governo si dia finalmente una mossa?" era quanto si chiedeva un anno fa Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, a proposito di una legge contro l’omofobia. Dopo aver portato all’attenzione della commissione Giustizia un lungo dossier sull’omofobia in Italia, sta per arrivare la discussione tanto attesa. Che la prossima settimana inizi la discussisone sul provvedimento è una vera novità: sì, perché è molto tempo che le associazioni provano a far approvare un tale provvedimento ma senza mai raggiungere il risultato sperato.

La vera novità, però, sembra essere un’altra. La relatrice della legge è stato deciso sarà la sua prima firmataria, e cioè l’onorevole del Partito democratico Paola Concia. Una deputata di opposizione e lesbica. Il ruolo del relatore è solitamente affidato ad un deputato o senatore della maggioranza di governo. Per la legge sull’omofobia si è scelto diversamente.

La decisione è stata presa dalla presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, ex avvocato del senatore Andreotti e oggi difensore di Raffaele Sollecito, il ragazzo accusato dell’omicidio di Meredith Kercher. «Succede di rado che un esponente dell’opposizione sia nominata relatrice per una proposta di legge. Sono onorata dell’incarico. Il gesto della collega Bongiorno esprime una fiducia politica che metterò al lavoro» ha dichiarato l’onorevole Concia.

«Il fatto che la prima firmataria sia stata incaricata, nonostante sia dell’opposizione, ad esserne la relatrice è un buon segnale, indice di  una positiva attenzione da parte della presidente della Commissione, Giulia Bongiorno», ha invece detto Aurelio Mancuso, che ricorda alla deputata del PD il gravoso onere che le tocca e cioè «il compito di tentare di far approvare l’estensione della Legge Mancino sui reati d’odio anche per motivi basati su orientamento sessuale e identità di genere. Si tratta di un provvedimento – ha proseguito il presidente di Arcigay – che attendiamo da molti anni e, che vista l’ondata d’omofobia in atto nel paese, sarebbe necessario approvare al più presto. Seguiremo con attenzione le fasi del confronto, pronti, come è avvenuto già nella scorsa legislatura, a fornire tutti quegli elementi di conoscenza  del fenomeno utili alla Commissione.»

«Brava la Bongiorno e brava la Concia!» è invee il commento della presidente di Di’Gay Project Imma Battaglia. "E’ segno, questo – continua la Battaglia – di maturità politica che viene non a caso da due donne perché il Parlamento possa finalmente discutere e approvare una legge anti-omofobia con un voto trasversale. Auspichiamo che questo passo sia un segnale per andare avanti e aprire una strada anche sui progetti di legge che riguardano le unioni civili».

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