LEI, L’ALTRA E IL TAXISTA VIOLENTO.

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La top model Eve Salvail parla per la prima volta delle sue esperienze con le donne e della brutale aggressione che l'ha indotta a ritirarsi dalla sua carriera.

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Nel 1996, Eve Salvail, la superlativa modella franco-canadese, era l’indiscussa "ragazza it" della moda parigina. Il suo look marcato, con la testa pelata e tatuata, aveva conquistato un pubblico devoto tra i modaioli in cerca di una nuova sfrontata espressione della bellezza femminile, permettendole di diventare, in breve tempo, una sorta di musa per il designer Jean Paul Gaultier, che

l’ha scelta per innumerevoli campagne pubblicitarie, e un’attrice in erba con una piccola parte nel film epico sulla moda "Prét-a-Porter", di Robert Altman.

Ogni volta che camminava per le strade di Parigi, i fans si agitavano urlando il suo nome.

Ma a nulla servì la sua notorietà un giorno d’estate del 1996, quando lei e la sua ragazza dovettero subire l’aggressione del taxista che le aveva trasportate a destinazione, infuriatosi contro Eve che disgraziatamente non aveva altro che una banconota da 200 franchi per pagare la corsa. "La gente cominciò a urlare di muoversi e lui urlò contro di noi – racconta la Salvail – allora uscimmo dalla macchina e dissi alla mia ragazza di correre. Lui lasciò la macchina in mezzo al traffico, a un semaforo. Ci inseguì per 45 minuti. Mi gettai per terra…mentre la gente si avvicinava per guardare. Avevo il trucco sciolto sul viso, chiedevo aiuto e nessuno mi aiutava. Urlando entrai in un negozio di animali e pregai la signora di chiamare la polizia, ma il taxista mi afferrò e mi buttò fuori". Lottarono ancora, poi, Eve e la sua ragazza riuscirono finalmente a seminarlo gettandosi nel bel mezzo del traffico davanti a un semaforo appena diventato verde. Era piena di lividi ma non ferita seriamente. Quando riferì dell’autista alla polizia, l’agente le disse che non poteva aiutarla "a meno che non fossi morta. Fu così che cancellai tutto di quella giornata e lasciai Parigi".

A causa di quell’evento Eve lasciò la sua ragazza e tagliò drammaticamente con il lavoro, stabilendosi a New York. Oggi, sposata da tre anni con un

cantante-modello, ha deciso di aprirsi per la prima volta al pubblico raccontando la sua aggressione e le esperienze bisessuali durante gli anni di lavoro come modella. "Tutto è cambiato molto per me – dice – mi sento molto meglio, tutto è più stabile per me, ora".

Cresciuta in una piccola città del Quebec, Eve Salvail ha frequentato i ragazzi per tutta la durata delle scuole superiori. A 19 anni ebbe la prima esperienza lesbica con una bella contestatrice: "Era una modella. In quel momento stava per cominciare la mia carriera come modella. Lei aveva una sfilata in Messico, la accompagnai". Dopo la sfilata tornò a Montreal dove uscì con un grafico al quale fu fedele anche durante un lungo soggiorno a Tokio, città in cui trovò molti lavori come modella. Negli ultimi giorni trascorsi in Giappone decise di rasarsi completamente la testa e di tatuarla: " E’ un tatuaggio che rappresenta una scultura di bronzo di 2000 anni fa – racconta Eve – che significa buona fortuna. Il mio agente andò giù di testa perché là significava che ero nella mafia". Quando tornò a Montreal, abbandonò il lavoro di modella per iniziare una nuova carriera in un locale punk. Poi, un giorno, il suo agente la chiamò dicendole che J.P. Gaultier, dopo averla vista in una foto nel muro di un cafè a Montreal, la

voleva per il suo prossimo show a parigi. La mattina dopo il debutto a Parigi: "I fax uscivano dalla macchina, non sapevo come fermarli. Erano conferme di scritturazioni per tre giornali". La sua vita personale fu messa da parte. "Uscivo con una donna che avevo incontrato a Montreal. Venne con me a Parigi.. ", s’interrompe per dire che non ama parlare delle sue cose personali.

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Da quando ha lasciato Parigi, Salvail ha cantato in una band Trip-Hop. Pochi mesi fa ha lasciato il gruppo per intraprendere la carriera solista. Quest’anno ha progettato "Per sempre", un duetto in compagnia del canadese Brian Adams (che l’ha coinvolta nel progetto) i cui profitti saranno devoluti alla ricerca sul cancro e Aids. Sta anche pensando di cambiare il suo famoso look: "Voglio la pettinatura di Meg Ryan – dice ridendo – cerco di farli crescere, ma poi li rado".

The Advocate(2000).

di Elle

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